Empoli (venerdì, 16 ottobre 2026) — Beni per circa due milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Firenze nell’ambito di un’inchiesta su presunte frodi fiscali e riciclaggio che coinvolge alcune società attive nei settori dei trasporti e della lavorazione dei tessuti. Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Firenze su richiesta della Procura della Repubblica, riguarda i due principali indagati e le imprese a loro riconducibili.
di Alice Grieco
L’indagine, condotta dai finanzieri della Compagnia di Empoli e coordinata dalla Procura fiorentina, ha preso avvio da una serie di accertamenti su alcune società del territorio, riconducibili ai due indagati e legate tra loro da rapporti commerciali. A insospettire gli investigatori sarebbero state, tra le altre cose, le consistenti esposizioni debitorie nei confronti dell’Erario e alcune anomalie nell’organizzazione delle attività.
Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, gran parte delle imprese esaminate sarebbe risultata priva di dipendenti, utenze elettriche e attrezzature necessarie allo svolgimento delle attività dichiarate. Elementi che hanno portato gli investigatori a ipotizzare l’esistenza di un sistema di fatturazioni per operazioni inesistenti, attraverso il quale altre società avrebbero potuto contabilizzare costi mai sostenuti, riducendo indebitamente le imposte dovute.
Gli approfondimenti investigativi, estesi successivamente al territorio nazionale, hanno consentito di individuare altre 15 imprese considerate dagli inquirenti delle cosiddette “cartiere”, ossia società che sarebbero state utilizzate per produrre documentazione fiscale relativa a operazioni fittizie. Anche queste realtà avrebbero intrattenuto rapporti commerciali con le aziende empolesi, contribuendo, secondo l’ipotesi accusatoria, ad alimentare il presunto meccanismo fraudolento.
Nel corso degli accertamenti sarebbe inoltre emersa un’ulteriore operazione finalizzata a sottrarre beni alle possibili azioni di recupero da parte del Fisco. In particolare, la società empolese con la maggiore esposizione debitoria nei confronti dell’Erario avrebbe ceduto un capannone industriale a un’altra impresa appartenente allo stesso gruppo, continuando tuttavia a mantenerne l’effettiva disponibilità. Una cessione che, secondo gli investigatori, avrebbe consentito di ridurre formalmente il patrimonio della società debitrice, rendendo più difficoltose eventuali procedure di riscossione coattiva.
Alla luce degli elementi raccolti, il Tribunale di Firenze ha disposto un sequestro per un valore complessivo di circa due milioni di euro. Il provvedimento ha interessato conti correnti e altri rapporti finanziari, terreni, immobili, crediti d’imposta, autoveicoli, gioielli e orologi di lusso, fino al raggiungimento della somma stabilita dall’autorità giudiziaria.
L’inchiesta si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Il sequestro rappresenta una misura cautelare, impugnabile nei modi previsti dalla legge, mentre le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento. Resta pertanto ferma la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
Last modified: Ottobre 16, 2026




