Montelupo Fiorentino (domenica, 16 agosto 2025) — L’11 agosto 1944 segna una data tragica e indelebile nella storia sportiva e umana italiana: in quel giorno moriva nel campo di concentramento di Gusen Carlo Castellani, calciatore di grande talento e figura simbolo di coraggio, a cui è oggi intitolato lo stadio di Empoli. La sua vicenda rappresenta non solo un capitolo importante della storia del calcio toscano, ma anche un emblematico racconto di sacrificio e resistenza contro la brutalità del regime fascista.
di Alice Grieco
Nato a Fibbiana, frazione del comune di Montelupo Fiorentino, Castellani consacrò la sua vita al pallone, diventando una leggenda per l’Empoli Calcio. Vestì la maglia azzurra per nove stagioni, distinguendosi come un attaccante prolifico e tenace. Con 61 gol in 145 presenze, detenne il record di marcature della società fino alla fine del 2011, un primato che testimonia la sua qualità e dedizione al gioco. Non meno importante fu il suo contributo al Livorno, altra squadra di rilievo nel panorama calcistico toscano.
Ma la vita di Castellani si intrecciò drammaticamente con gli eventi tragici della Seconda Guerra Mondiale e dell’occupazione nazifascista. Dopo lo sciopero generale dell’8 marzo 1944, la repressione si abbatté anche sulla sua famiglia. I fascisti, in cerca di suo padre David, falegname malato, si presentarono a casa pensando a un semplice controllo. Fu allora che Carlo, in un gesto di profondo amore filiale e responsabilità, si offrì di sostituirlo. Un sacrificio che gli costò la deportazione nel famigerato campo di concentramento di Mauthausen.
Carlo Castellani trovò la morte a Gusen, una delle sezioni più terribili del lager, vittima di dissenteria in condizioni disumane. La sua fine racconta la brutalità del regime e la sofferenza di milioni di deportati, ma anche la forza di un uomo che preferì proteggere il proprio padre a costo della propria vita.
Oggi, la memoria di Castellani vive non solo nello stadio che porta il suo nome, ma soprattutto nel cuore della comunità e dell’Associazione Nazionale Ex Deportati – sezione Empolese-Valdelsa, che ne conserva vivo il ricordo. Il figlio Franco, presidente onorario dell’associazione, continua a portare avanti il messaggio di dignità, coraggio e resistenza, testimoniando l’importanza di non dimenticare mai il passato per costruire un futuro più giusto.
Ricordare Carlo Castellani significa onorare non solo un grande sportivo, ma un uomo che ha incarnato i valori più alti dell’umanità: il sacrificio, l’amore familiare e la lotta per la libertà. Il suo esempio resta una luce guida per le nuove generazioni, un monito a preservare la memoria storica e a combattere ogni forma di ingiustizia e oppressione.
Tag: carlo castellani, eroe calcistico, resistenza italiana Last modified: Agosto 17, 2025




