Scritto da 6:11 am Empoli, Politica, Top News

Empoli del Sì: il Comitato chiede l’accorpamento del referendum abrogativo alle elezioni regionali del 12 ottobre

Empoli (mercoledì, 16 luglio 2025) — In un momento cruciale per la vita democratica della città, il Comitato Empoli del Sì lancia un appello deciso e articolato all’amministrazione comunale: accorpare il referendum abrogativo cittadino alle elezioni regionali previste per il prossimo 12 ottobre. La richiesta, oltre a rappresentare un’opportunità per rafforzare la partecipazione civica, è motivata anche da ragioni di efficienza economica e semplificazione organizzativa.

di Alice Grieco

L’iniziativa referendaria – la prima nella storia del Comune di Empoli – nasce dall’impegno di un ampio fronte civico e politico costituitosi nel maggio 2023. Il Comitato promotore è formato da cittadine e cittadini, comitati territoriali, realtà associative e forze politiche eterogenee, tutte accomunate dalla volontà di sottoporre a verifica democratica una scelta strategica compiuta dal Consiglio comunale: l’adesione alla multiutility toscana, sancita con la delibera del 18 ottobre 2022.

Il quesito referendario chiede l’abrogazione di tale delibera, che prevede la partecipazione del Comune a un’operazione societaria finalizzata alla quotazione in Borsa dei servizi pubblici locali – tra cui acqua, rifiuti ed energia – attraverso una gestione centralizzata e orientata al mercato.

Il percorso verso il referendum ha preso forma concreta tra agosto e dicembre 2023, con la raccolta di 3.986 firme valide, superando la soglia del 10% del corpo elettorale empolese, come richiesto dal regolamento recentemente introdotto sul referendum abrogativo comunale. Tale risultato – frutto di un capillare lavoro nei quartieri, nelle piazze e nei mercati – rappresenta un segnale chiaro di mobilitazione civica e partecipazione dal basso.

Nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina, i membri del comitato hanno ribadito che, per rendere possibile l’accorpamento con la tornata elettorale regionale, è necessario modificare il regolamento comunale entro l’8 agosto, con l’ultima data utile per la deliberazione fissata al 28 luglio. Tuttavia, come denunciano, la modifica non risulta attualmente inserita all’ordine del giorno del Consiglio comunale.

“Non è solo una questione procedurale – ha dichiarato Dario Torrigiani, portavoce del comitato – ma di responsabilità politica. Abbiamo fatto tutto ciò che la legge richiede, ma ci siamo trovati fin dall’inizio in un contesto politico ostile e privo di reale apertura al confronto democratico”.

L’opposizione del comitato alla delibera approvata dalla maggioranza risiede nella critica al modello di gestione scelto per i servizi pubblici essenziali. “La nostra visione – spiega Erika Di Michele – è fondata su un principio di gestione in house, totalmente pubblica, senza apertura ai capitali privati e alle logiche di mercato. La quotazione in Borsa, ancora prevista dallo statuto della multiutility, rischia di sottrarre potere decisionale ai cittadini e di subordinare beni comuni fondamentali agli interessi finanziari”.

La riflessione tocca anche le conseguenze dirette sulle tariffe, sull’accesso ai servizi e sulla qualità delle politiche ambientali: “Se gli utili vengono spartiti tra azionisti – prosegue Di Michele – chi garantirà che l’interesse generale resti prioritario? Sulla gestione dei rifiuti, ad esempio, c’è un bivio: promuovere la raccolta differenziata o incentivare l’incenerimento?”.

L’adesione al comitato proviene da una vasta rete di realtà civiche e politiche: tra queste Trasparenza per Empoli, Assemblea No Keu, Comitato No 5G, Mamme a tutto Gas, Marcignana non si piega, Stadio sì ma non così, insieme a forze politiche quali Rifondazione Comunista, PCI, Buongiorno Empoli, Movimento 5 Stelle, Siamo Empoli, e associazioni come Arci Empolese Valdelsa, Ciclofficina

Il comitato denuncia il fatto che l’amministrazione non abbia ancora provveduto a calendarizzare la modifica necessaria al regolamento, ostacolando di fatto l’accorpamento del voto. “Il parere del Ministero degli Interni, a cui il sindaco si appella – sottolinea Tiberio Tanzini – non vieta l’accorpamento, ma si limita a sconsigliarlo per ragioni di ordine pubblico. Si tratta di un’opinione non vincolante, e le problematiche sollevate sono tecnicamente superabili, ad esempio predisponendo sezioni separate per i residenti stranieri non votanti alle regionali”.

Anche l’ex sindaco Varis Rossi ha espresso il proprio sostegno alla battaglia del comitato: “Quattromila cittadini hanno messo il proprio nome, il proprio documento, al servizio di un processo democratico. Invece di valorizzarlo, il Comune sembra volerlo ignorare o addirittura ostacolare”.

Se il Consiglio comunale non approverà in tempo la modifica regolamentare, il referendum dovrà comunque svolgersi entro il 15 dicembre, come previsto dalla normativa vigente. Il Comitato Empoli del Sì assicura che, qualunque sarà la data scelta, l’iniziativa continuerà ad essere promossa con forza e determinazione:

“Faremo di tutto – ha dichiarato Marco Cardone – perché questo referendum diventi un momento politico centrale per la città, un’occasione per riscoprire il valore della partecipazione e della responsabilità collettiva. Sarà un evento memorabile per Empoli, che ha già fatto la storia con questa mobilitazione”.

Condividi la notizia:
Tag: , , Last modified: Luglio 16, 2025
Close