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Empoli, il dibattito toponomastico su Piazza della Vittoria

Empoli (venerdì, 4 luglio 2025) — Una delle piazze più emblematiche del centro cittadino di Empoli è tornata al centro della discussione politica e civile. Si tratta di Piazza della Vittoria, luogo simbolico della città, che nelle ultime settimane è stata oggetto di una proposta che ha sollevato un vivace confronto pubblico e politico. La suggestione lanciata dal consigliere comunale Leonardo Masi, esponente della lista civica Buongiorno Empoli, prevede una nuova intitolazione: Piazza della Pace. Una proposta dal forte valore simbolico, che ha fatto emergere tensioni ideologiche e differenti visioni del futuro urbano empolese.

di Alice Grieco

La proposta di Leonardo Masi è stata resa pubblica attraverso un post sui social, in cui il consigliere ha argomentato le ragioni di un cambio di denominazione che intende essere ben più di una mera modifica toponomastica. Secondo Masi, infatti, chiamare “Piazza della Pace” l’attuale Piazza della Vittoria rappresenterebbe “un messaggio chiaro e coraggioso da parte di una città che intende prendere posizione contro le logiche belliche e i venti di riarmo che attraversano l’Europa”. Il consigliere ha fatto riferimento, in particolare, al contesto internazionale segnato da conflitti armati, da politiche di riarmo sempre più pressanti e da un crescente coinvolgimento dei Paesi occidentali, tra cui l’Italia, in dinamiche di militarizzazione.

Nel suo intervento, Masi ha sottolineato come la scelta di un nome pacifista avrebbe potuto dare vita a uno spazio cittadino più coerente con la vocazione umanistica della città: “Piazza della Pace sarebbe potuta diventare un luogo vivo, pensato per la socialità, il confronto democratico, la serenità quotidiana. Oggi, invece, la piazza appare disordinata, trascurata, spesso ridotta a parcheggio irregolare o a spazio di consumo, privo di una chiara funzione pubblica e civica”.

Al centro della riflessione proposta da Masi vi è anche una critica all’attuale gestione dello spazio pubblico. Il consigliere ha evocato la necessità di una visione più organica e partecipata dell’urbanistica, auspicando una parziale pedonalizzazione della piazza, come previsto anche da piani della precedente amministrazione. Secondo il rappresentante di Buongiorno Empoli, una piazza accessibile, curata e pedonalizzata non solo favorirebbe la qualità della vita, ma contribuirebbe anche a rilanciare il commercio locale, offrendo un contesto più attrattivo e funzionale per cittadini e turisti.

Masi ha inoltre denunciato una deriva verso la “delegittimazione” del ruolo pubblico nella gestione degli spazi, sottolineando come, in assenza di un governo urbano attivo e capace, il controllo della piazza venga spesso assunto da soggetti privati, con risultati poco trasparenti e difficilmente regolabili. “Riprendere in mano la governance degli spazi pubblici – ha affermato – è un dovere dell’amministrazione, che agisce per mandato collettivo e nell’interesse della collettività”.

Non si è fatta attendere la risposta dal fronte del centrodestra. Simone Campinoti, esponente di Forza Italia – Empoli del Fare, è intervenuto sulla questione con toni polemici, accusando Masi e la sua coalizione di voler “sovietizzare Empoli”. Attraverso un post pubblicato anch’esso su Facebook, Campinoti ha bollato la proposta come una forma di revisionismo storico, accusando l’opposizione di “strumentalizzare la toponomastica per fini ideologici”.

“Cambiare un nome non risolve i problemi della città – ha dichiarato Campinoti – e dietro l’idea di ‘Piazza della Pace’ si cela un progetto di riscrittura della memoria collettiva”. L’esponente di centrodestra ha inoltre fatto riferimento alla recente visita a Empoli di una delegazione cubana, sottolineando la presenza di esponenti con precedenti giudiziari, per criticare quella che definisce “la narrazione ideologica di certa sinistra”.

Campinoti ha difeso la funzione commerciale della piazza, ribattendo alle critiche di Masi: “Dietro le attività che si affacciano su Piazza della Vittoria ci sono famiglie, lavoratori, persone che meritano rispetto e non denigrazione. Se si vuole sostenere il commercio locale, bisogna aiutarlo a crescere, non demonizzarlo”.

Infine, ha rilanciato con una provocazione: “Se davvero vogliamo affrontare il tema della toponomastica, forse sarebbe il caso di cominciare da via Lenin, un nome che richiama un’ideologia totalitaria”.

Il dibattito, al di là delle reciproche accuse, solleva interrogativi importanti sul ruolo simbolico e pratico dei luoghi urbani. Le piazze, nel tessuto cittadino, non sono solo spazi fisici ma veri e propri contenitori di memoria, identità, visioni del futuro. La contrapposizione tra “Vittoria” e “Pace” rappresenta due diversi modi di concepire la funzione pubblica: da un lato la celebrazione storica, dall’altro l’aspirazione etica.

Empoli, città con una forte tradizione democratica e partecipativa, si trova oggi di fronte a una sfida che non riguarda solo la toponomastica ma il significato più profondo della cittadinanza. La discussione su Piazza della Vittoria – o della Pace – potrebbe rappresentare un’occasione per ripensare in modo condiviso l’identità e l’evoluzione del centro urbano.

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Tag: , , Last modified: Luglio 4, 2025
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