Scritto da 4:17 am Empoli, Attualità, Top News

Il racconto fotografico della pandemia entra nei corridoi del San Giuseppe

Empoli (giovedì, 23 ottobre 2025) — Dalla mostra di marzo alla concretizzazione di un impegno: le fotografie di Nilo Capretti, che hanno documentato i giorni più critici della pandemia, trovano finalmente una collocazione permanente all’interno dell’ospedale San Giuseppe. A conclusione dell’esposizione “Immagini che raccontano una storia”, allestita a Palazzo Leggenda, il fotografo ha ufficialmente donato 38 scatti che restituiscono con intensità e realismo il vissuto del personale sanitario durante il mese di maggio 2020, nel cuore della crisi sanitaria.

di Alice Grieco

L’iniziativa, realizzata con il patrocinio della Asl Toscana Centro e del Comune di Empoli, ha voluto raccontare la quotidianità degli operatori sanitari, tra sacrifici professionali e tensioni emotive, offrendo uno sguardo autentico sulla resilienza umana in un periodo segnato dall’incertezza e dalla paura. Ora, quelle stesse immagini arricchiscono i corridoi e i reparti del San Giuseppe, trasformando gli spazi ospedalieri in un luogo di memoria e riflessione, capace di toccare il cuore di pazienti, visitatori e personale sanitario.

Alla cerimonia di donazione hanno partecipato la direttrice del Pronto Soccorso, Paola Bartalucci, la direttrice del presidio sanitario, Francesca Bellini, insieme al collega Matteo Bastiani, e naturalmente il fotografo Nilo Capretti. “È stata un’esperienza unica – ha raccontato Capretti – non solo per l’opportunità di realizzare un reportage, ma anche per aver percepito in prima persona i sacrifici straordinari del personale sanitario. Indossare la tuta, la mascherina e la visiera mi ha dato una misura dell’oppressione che loro affrontavano quotidianamente, ma con coraggio e determinazione”.

Paola Bartalucci ha sottolineato l’unicità di quei giorni, ricordando la complessità e l’eccezionalità della situazione che il Pronto Soccorso ha dovuto gestire senza precedenti. “Ringraziamo il fotografo Nilo Capretti – ha aggiunto Francesca Bellini – per aver scelto di donare queste fotografie all’ospedale dove tutto è cominciato. Ogni scatto non è solo un’immagine, ma un’opera d’arte catturata con professionalità e sensibilità. Contribuirà a mantenere viva la memoria di chi ha lavorato instancabilmente per garantire la salute di tutti”.

Le 38 fotografie, ora parte integrante della vita dell’ospedale, rappresentano più di un semplice documento storico: sono una testimonianza emozionale della dedizione, della fatica e della resilienza di chi, durante la pandemia, ha trasformato il proprio impegno professionale in un atto di straordinaria responsabilità e umanità.

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Last modified: Ottobre 23, 2025
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