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La sfida per la guida della Toscana: tra continuità e cambiamento

Empoli (mercoledì, 13 agosto 2025) — La prospettiva di una nuova candidatura di Eugenio Giani alla presidenza della Regione Toscana si presenta come un banco di prova cruciale per il futuro dell’amministrazione regionale. Non si tratta, infatti, soltanto di una scelta di continuità politica, ma di una decisione che potrebbe tradursi in un ulteriore quinquennio caratterizzato dalle medesime difficoltà che oggi ne condizionano lo sviluppo.

di Alice Grieco

Durante il suo mandato, la Toscana ha dovuto fronteggiare un peggioramento di nodi strategici per la qualità della vita dei cittadini: una sanità pubblica in affanno, gravata da liste d’attesa che costringono sempre più persone a rivolgersi alle strutture private; infrastrutture ferme a progetti rimasti sulla carta da decenni; un sistema di sicurezza urbana affidato quasi esclusivamente all’impegno dei sindaci e delle forze dell’ordine locali, in assenza di un piano regionale strutturato di prevenzione e contrasto; un apparato burocratico che frena investimenti e iniziative; e crescenti divari territoriali, soprattutto a discapito delle aree interne.

In questo contesto, la candidatura di Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia, si propone come alternativa concreta e non meramente simbolica. In sette anni di amministrazione comunale, Tomasi ha costruito un modello di governo improntato alla pragmaticità, alla capacità di mediazione e a un dialogo politico che supera le divisioni di schieramento. Non ha basato il proprio operato su campagne mediatiche o su gesti di pura rappresentanza, ma su interventi amministrativi misurabili e risultati tangibili.

L’ascesa politica di Tomasi è segnata da due passaggi elettorali rilevanti: nel 2017 conquista Palazzo di Giano con il 54,28% dei voti al ballottaggio, diventando il primo sindaco di centrodestra nella storia repubblicana della città. Nel 2022 ottiene la rielezione al primo turno con il 51,49%, a conferma di un consenso ampliato ben oltre i confini della propria area politica. Un riconoscimento ulteriore giunge dal Governance Poll 2025 de Il Sole 24 Ore, elaborato da Noto Sondaggi, che lo colloca al 19° posto nazionale su 97 primi cittadini, con un gradimento del 57%, il più alto della Toscana.

Dalla sicurezza urbana alla promozione culturale, dalla cura costante del decoro cittadino alla solidità dei conti pubblici, i tratti distintivi del suo operato emergono non da comunicati di partito, ma da analisi giornalistiche e cronache locali. È questa capacità di governare “a misura di cittadino” – senza clamori ma con continuità – a generare fiducia anche tra coloro che non condividono la sua appartenenza politica.

Elemento centrale della sua leadership è il rapporto diretto con il territorio: Tomasi ha mantenuto un dialogo costante con cittadini, comitati, associazioni e categorie produttive, ascoltando anche le voci provenienti da aree politiche opposte. Questo approccio inclusivo gli ha garantito una credibilità trasversale, rara nel panorama politico attuale.

La Toscana, per tornare competitiva, sicura e vicina ai bisogni delle persone, necessita di una guida che unisca visione strategica, concretezza amministrativa e capacità di ascolto reale. Un presidente capace di superare logiche autoreferenziali e assetti di potere che hanno rallentato lo sviluppo della regione per decenni. L’esperienza maturata da Tomasi a Pistoia dimostra che un buongoverno è possibile e che le differenze ideologiche non sono un ostacolo quando l’obiettivo comune è il bene della comunità.

Da Empoli, come esponente di Fratelli d’Italia e presidente di Gioventù Nazionale locale, la convinzione è chiara: la sfida non è soltanto sostituire un presidente, ma cambiare metodo. Passare dalla politica degli annunci alla politica dei risultati concreti. Perché la Toscana merita un futuro fondato su unità, efficienza e responsabilità amministrativa.

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Tag: , , Last modified: Agosto 13, 2025
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