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Mercantia 2025: il borgo di Certaldo Alto si è fatto teatro del sogno nella 37ª edizione del festival internazionale del Quarto Teatro

Certaldo (sabato, 19 luglio 2025) — Nel cuore dell’estate toscana, immerso tra le dolci colline della Valdelsa, il borgo medievale di Certaldo Alto si è trasformato, ancora una volta, in un palcoscenico diffuso, vibrante di emozioni, visioni e meraviglia. Dal 16 al 20 luglio 2025, si è celebrata la trentasettesima edizione di Mercantia, uno dei più longevi e significativi festival internazionali dedicati al cosiddetto “Quarto Teatro”, un’arte scenica che va oltre i confini canonici per fondersi con la strada, con il gesto, con la materia viva della comunità.

di Alice Grieco

Nato nel 1988 e cresciuto in simbiosi con la storia e l’anima del suo territorio, Mercantia ha accolto quest’anno oltre 40 compagnie teatrali e circa 200 artisti provenienti da tutto il mondo, in un caleidoscopio di linguaggi performativi che ha restituito al pubblico un’esperienza immersiva, poetica, a tratti catartica. Ogni sera, il borgo si è animato come una grande macchina teatrale a cielo aperto, dove cripte, terrazze, vicoli, piazze e giardini hanno ospitato spettacoli, istallazioni, danze e racconti. Il confine tra attori e spettatori si è assottigliato fino a scomparire, in un rituale collettivo in cui l’arte si è fatta relazione.

Un festival nel segno dell’emozione e dell’immaginazione

L’edizione 2025 ha scelto di dedicarsi al tema del sogno e dell’emozione, proponendo un programma multidisciplinare che ha spaziato dal teatro fisico alla clownerie, dalla danza contemporanea al teatro di figura, fino alla narrazione orale e alla musica popolare. Una scelta curatoriale orientata all’inclusione di esperienze artistiche capaci di parlare a pubblici differenti, invitando ciascuno a riconoscersi in un frammento di sogno.

Tra i momenti più lirici si è distinto Leggero, della compagnia Cafelulé, che ha letteralmente sospeso il respiro degli spettatori con una performance aerea danzata sulla facciata della Torre di Casa Boccaccio. Abbracci in volo, fluttuazioni tra cielo e pietra, in una coreografia che ha voluto essere omaggio alla leggerezza dell’anima e al desiderio umano di sollevarsi dal peso della realtà.

Teatro come strumento di dissenso e liberazione

Ma Mercantia ha anche dato spazio a linguaggi più taglienti e riflessivi. La performance di Benedetta Giuntini, ispirata all’opera e al pensiero di Pier Paolo Pasolini, ha proposto un atto scenico di intensa carica politica ed emotiva. Corpi e voci femminili hanno abitato lo spazio scenico con forza e vulnerabilità, ribellandosi alle convenzioni e rompendo i codici del silenzio. Il teatro, in questo contesto, si è rivelato ancora una volta come strumento di resistenza, denuncia e trasformazione.

Un tributo a Boccaccio e alla memoria di Eugenio Taccini

Nel 2025 ricorreva il 650º anniversario della morte di Giovanni Boccaccio, e Mercantia non poteva che rendere omaggio al suo più illustre concittadino. Nel borgo che gli diede i natali, è stata allestita una mostra commemorativa che ha ripercorso dieci tra le sue novelle più celebri, illustrate attraverso pannelli in ceramica realizzati dal maestro Eugenio Taccini, figura storica e amatissima del festival, recentemente scomparso. A lui è stato intitolato il nuovo Premio Eugenio Taccini per l’Artigianato Artistico, la cui prima edizione è stata conferita a Raffaele Viscovo, ceramista presente a Mercantia da trent’anni, celebre per le sue delicate e fantastiche figure di elfi in terracotta.

Artigianato, installazioni e il rito della rabbia

L’arte materiale ha continuato a costituire un pilastro essenziale del festival. Cinquanta artigiani hanno animato le vie del borgo con opere originali che hanno trasformato il centro storico in una scenografia viva, porosa, in dialogo con la dimensione performativa. Tra le installazioni più significative, ha attirato attenzione la Rage Room ideata da Alessandro Di Vicino Gaudio: uno spazio emotivo dove il pubblico è stato invitato a infrangere oggetti in vetro e ceramica come atto simbolico di purificazione dalla rabbia e dal peso delle frustrazioni quotidiane. Un rito collettivo di liberazione che ha unito gesto e psiche in una potente sintesi espressiva.

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Tag: , , Last modified: Luglio 19, 2025
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