Empoli (giovedì, 23 ottobre 2025) — Con l’avvicinarsi dell’autunno, torna puntuale uno dei momenti più discussi del calendario: il passaggio dall’ora legale all’ora solare. Nel 2025, il cambio d’ora avverrà nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre, quando, alle 3:00, le lancette degli orologi dovranno essere spostate indietro di un’ora. Questo semplice gesto comporterà, per i cittadini italiani, un guadagno immediato di un’ora di sonno e una maggiore luminosità nelle ore mattutine, a fronte però di giornate che appariranno più corte e con un aumento delle ore di buio nel pomeriggio e in serata.
di Alice Grieco
Il motivo di questo spostamento è puramente legato al calendario: nel 2025, infatti, l’ultima domenica di ottobre coincide con il 26, anticipando di un giorno rispetto all’anno precedente. L’ora solare resterà in vigore fino all’ultimo weekend di marzo 2026, momento in cui tornerà l’ora legale nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, riallineando così il ritmo quotidiano con la stagione primaverile e il maggior sfruttamento della luce naturale.
Dal punto di vista biologico, il ritorno dell’ora solare modifica in maniera significativa i ritmi circadiani dell’organismo. Il sole sorge e tramonta prima, riducendo le ore di luce disponibili per le attività all’aperto e influenzando il metabolismo, la concentrazione e il tono dell’umore. È frequente, soprattutto nei primi giorni, che le persone avvertano una certa sonnolenza diurna, difficoltà di concentrazione o lievi problemi di insonnia. Gli esperti raccomandano di anticipare gradualmente l’orario dei pasti e delle attività quotidiane per favorire l’adattamento del corpo.
Per quanto riguarda i dispositivi digitali, la transizione avviene quasi senza sforzo: smartphone, computer, tablet, smartwatch e console aggiornano automaticamente l’orario. Gli orologi analogici, invece, necessitano di una regolazione manuale, un piccolo rituale che accompagna da sempre il passaggio tra i due orari.
L’ora legale, che tornerà in vigore a marzo, è stata introdotta principalmente per ottimizzare i consumi energetici, sfruttando al massimo le ore di luce naturale e riducendo la necessità di illuminazione artificiale. In Italia, il sistema del doppio orario ha una lunga tradizione: sperimentato per la prima volta nel 1916, fu reintrodotto stabilmente nel 1966 e da allora regola il ritmo delle stagioni e della vita quotidiana.
Sul piano europeo, il dibattito sul cambio d’ora resta aperto. Dal 2019, il Parlamento dell’Unione Europea ha approvato la possibilità di eliminare i passaggi semestrali, lasciando ai singoli Stati la facoltà di scegliere tra ora legale o solare permanente. Tuttavia, il percorso legislativo è stato rallentato dalla pandemia e, ad oggi, non esiste ancora una decisione uniforme. Nei Paesi del Nord Europa prevale la preferenza per l’ora solare, mentre le nazioni del Sud, Italia inclusa, tendono a favore dell’ora legale tutto l’anno, per allineare i ritmi di lavoro e sociali con le ore di luce pomeridiana.
Il ritorno dell’ora solare rappresenta dunque un momento di adattamento collettivo, che coinvolge non solo la gestione del tempo, ma anche la salute, la produttività e il benessere psicofisico dei cittadini, offrendo l’occasione di riflettere sul valore della luce naturale e sull’equilibrio tra esigenze pratiche e ritmi biologici.
Last modified: Ottobre 23, 2025




