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Trasparenza e partecipazione: il Comitato referendario chiede all’Amministrazione un impegno concreto per il referendum comunale del 9 novembre

Empoli (martedì, 21 ottobre 2025) – Il Comitato referendario Trasparenza per Empoli ha diffuso oggi una nota ufficiale in cui sollecita l’Amministrazione comunale a garantire un’informazione capillare e puntuale ai cittadini in vista del referendum comunale del 9 novembre 2025, che ha come oggetto l’abrogazione della delibera di adesione alla Multiutility. La richiesta principale riguarda soprattutto coloro che non possiedono il certificato elettorale, affinché nessuno dei residenti aventi diritto sia escluso dalla possibilità di esprimere il proprio voto.

di Alice Grieco

Il referendum, di rilevanza storica, rappresenta un appuntamento inedito per Empoli e per la Toscana, sia per le modalità sia per i soggetti coinvolti. Per la prima volta, infatti, la consultazione elettorale si svolge solo nel territorio comunale empolese e mette in discussione una decisione della maggioranza del Consiglio Comunale tramite un referendum abrogativo. Ma ciò che rende il voto ancora più innovativo è l’estensione del diritto di voto a tutti i residenti, inclusi quelli privi di cittadinanza italiana o comunitaria, stimati tra le 6.000 e le 7.000 persone.

Durante le attività promozionali del Comitato, dai banchini informativi agli incontri porta a porta, è emerso che molti residenti non comunitari dimostrano un interesse significativo e attento verso il referendum e le motivazioni sottostanti. La ragione è chiara: si tratta della prima occasione in cui questi cittadini sono direttamente chiamati a esprimersi su scelte politiche locali non legate ai partiti, ma che incidono concretamente sulla loro vita quotidiana, soprattutto in relazione ai servizi comunali essenziali, come l’acqua e la gestione dei rifiuti, che rappresentano una quota significativa del loro reddito, spesso superiore alla media locale.

Nonostante l’impegno costante dei volontari del Comitato, la diffusione delle informazioni non raggiunge tutti i residenti senza cittadinanza europea e senza certificato elettorale. Per questo motivo, il Comitato richiama l’Amministrazione a un doveroso intervento istituzionale, attraverso la comunicazione individuale a domicilio della sezione e della sede di voto, in modo da consentire la piena partecipazione di tutti gli aventi diritto. Tale azione non è solo un obbligo formale, ma anche un principio di civismo e attenzione sociale, da sempre caratteristico delle amministrazioni empolesi.

Il confronto con le procedure ordinarie lo evidenzia chiaramente: quando un cittadino empolese raggiunge i 18 anni, riceve notifiche ufficiali riguardanti l’acquisizione del diritto di voto mediante l’invio del certificato elettorale, affinché ne sia pienamente consapevole. La domanda che il Comitato pone è allora inevitabile: perché i circa 6-7.000 residenti non comunitari dovrebbero essere trattati diversamente? Perché non hanno diritto alla stessa cura informativa e alla stessa considerazione istituzionale?

Secondo quanto evidenziato dal Comitato, le scelte operate dall’Amministrazione e dalla maggioranza consiliare, dal rifiuto di convocare il referendum in primavera fino alla decisione di collocare sedi di voto estremamente disagiate, sembrano più orientate a compromettere il raggiungimento del quorum di 21.579 votanti, necessario per la validità della consultazione, piuttosto che ad influenzare l’esito del voto stesso. Una strategia legittima, ma con potenziali effetti negativi sulla fiducia dei cittadini e sul livello di partecipazione democratica.

In questo contesto, il Comitato ritiene che la mancata informazione individuale dei residenti senza certificato elettorale costituisca una grave lacuna istituzionale, incompatibile con i principi di trasparenza, equità e partecipazione civica che dovrebbero caratterizzare ogni amministrazione comunale.

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Last modified: Ottobre 21, 2025
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