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“Non nasconderemo mai nostro figlio”: la mamma di Montelupo Fiorentino racconta la vita di un ragazzo nello spettro autistico e propone cartelli inclusivi in città

Montelupo Fiorentino (mercoledì, 10 settembre 2025) — “Noi non nasconderemo mai nostro figlio”. Lo ribadisce con fermezza una mamma di Montelupo Fiorentino, che negli ultimi giorni ha condiviso sui social una lunga riflessione sulla quotidianità e le sfide del figlio quindicenne, affetto da disturbo dello spettro autistico. Una testimonianza che ha suscitato solidarietà, attenzione e riflessioni sulla necessità di una comunità più inclusiva.

La donna racconta il desiderio del figlio di sentirsi parte della comunità: “Lui vorrebbe essere amico di tutti, avere rapporti normali con le persone, far parte della vita del paese”. Una spinta che ha portato la mamma a lanciare una proposta concreta all’amministrazione comunale: l’installazione di pittogrammi in centro città, specifici per ragazzi autistici, con indicazioni sulle regole sociali da rispettare all’esterno.

di Alice Grieco

Il ragazzo, spiega la madre, ama stare all’aperto, incontrare persone, andare in piscina – attività che pratica fin dall’infanzia, frequentando con piacere Empoli, dove si sente accolto e “di casa”. Tra le passioni personali, il giovane è un grande fan della serie di film dedicata al ragionier Ugo Fantozzi e dei cartoni animati, attività condivise con la famiglia.

“L’estate è il periodo più difficile – racconta la mamma – senza scuola né centri estivi, arrivare a metà settembre è dura. Ha 15 anni e come tutti gli adolescenti vuole uscire da solo. Ogni passo viene coordinato con educatori e psicologi: non facciamo nulla a caso. Abbiamo iniziato a permettergli piccoli giri autonomi, tenendolo comunque d’occhio, per potenziare le sue capacità e la sua autonomia, perché un giorno io e mio marito non ci saremo più”.

L’educatore, prosegue, lo ha accompagnato a fare piccoli acquisti, attività che ora è in grado di compiere autonomamente, a testimonianza di un percorso paziente e graduale verso l’indipendenza.

Non mancano le difficoltà, soprattutto quando il comportamento del ragazzo suscita sorpresa: “A volte può avere comportamenti fuori dal comune, come dare carezze alla gente. La maggior parte delle persone sorride, senza reazioni negative. Purtroppo, alcune volte, però, ci sono state risposte sproporzionate”.

Nonostante ciò, la mamma sottolinea che la maggioranza dei cittadini e dei negozianti lo conosce e gli vuole bene. L’episodio più recente che ha acceso il dibattito sui social riguarda l’aggressione verbale subita dal figlio da parte di una persona, ripresa da una mamma di un ex compagno di classe del ragazzo. Altri episodi minori, come essere spinto fuori da un negozio, hanno però fatto emergere la necessità di sensibilizzare ulteriormente la comunità.

“Abbiamo ricevuto moltissimi messaggi di solidarietà ed empatia – racconta la mamma – mi hanno fatto bene al cuore. Solo pochi hanno criticato, talvolta in forma anonima, insinuando che non fossimo buoni genitori. Ho ritenuto opportuno spiegare il lavoro complesso e costoso che stiamo portando avanti con nostro figlio”.

La donna descrive un percorso quotidiano lungo, faticoso e costoso, che coinvolge figure professionali e richiede pazienza, energia e costanza. “Un lavoro che può essere vanificato in un attimo da una reazione sproporzionata di un passante”, spiega. “È necessario dare a nostro figlio fiducia, ma anche contare sulla tolleranza e comprensione della comunità in cui vive”.

Dal post pubblicato sui social è nata una proposta concreta: cartelli informativi in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) nel centro di Montelupo, sul modello di quanto già realizzato a Empoli. Il progetto prevede cartelli con immagini e parole, utili sia ai ragazzi che leggono sia a quelli non verbali, con regole generali da rispettare all’aperto, a beneficio di tutti i giovani con disabilità intellettiva.

L’amministrazione ha già fissato un incontro con la mamma, che si è resa disponibile a sostenere i costi dell’iniziativa. “Basta poco: un sorriso, un saluto, una chiacchiera come già accade con molti bambini in centro”, sottolinea. Momenti semplici che, dice, testimoniano come “i bambini non facciano distinzioni e accolgano chi è diverso, così come dovrebbe fare anche il mondo degli adulti”.

La testimonianza si chiude con un messaggio di speranza e integrazione: “Il mio sogno è che nostro figlio possa trovare un ruolo, un piccolo lavoro che lo faccia sentire utile e parte della comunità, e sono certa che lo svolgerebbe con felicità ed entusiasmo”.

Una storia che non parla solo di difficoltà, ma di resilienza, amore familiare e responsabilità collettiva: un invito a Montelupo Fiorentino e oltre a costruire una città più inclusiva, dove la diversità sia accolta come ricchezza e ogni ragazzo possa sentirsi davvero a casa.

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Tag: , , Last modified: Settembre 10, 2025
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