Empoli (martedì, 29 settembre 2026) – Una rete che copre 735 chilometri quadrati, oltre 170mila cittadini, 26 associazioni e più di mille volontari pronti a entrare in azione in caso di emergenza. È il sistema di Protezione civile dell’Empolese Valdelsa, presentato nelle scorse ore al sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana Bernard Dika durante una visita alla sede operativa del Terrafino, a Empoli.
Ad accoglierlo Simona Rossetti, sindaca e delegata alla Protezione civile dell’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa, insieme ai sindaci degli undici Comuni del circondario. L’incontro ha permesso di fare il punto sull’organizzazione territoriale e sul percorso avviato nel 2012, che negli anni ha portato alla costruzione di un sistema condiviso per affrontare situazioni di rischio ed emergenze.
di Alice Grieco
Al centro del modello c’è il coordinamento tra amministrazioni comunali e volontariato. La convenzione intercomunale riunisce infatti 26 associazioni e può contare su oltre mille volontari operativi, chiamati ad affiancare i sindaci e le strutture locali quando si verifica una situazione critica.
A questa rete si aggiungono gli undici Piani comunali di Protezione civile, aggiornati sulla base delle caratteristiche e dei rischi specifici di ciascun territorio. Condivise anche le procedure organizzative dei Centri operativi comunali, con l’obiettivo di garantire modalità di intervento uniformi e una comunicazione delle allerte tempestiva e riconoscibile in tutto il circondario.
«Il modello di protezione civile dell’Empolese Valdelsa dimostra quanto il coordinamento strutturato e la tempestività di attivazione siano fattori decisivi per garantire la sicurezza dei cittadini – ha sottolineato Dika –. Quando ogni Comune, ogni volontario e ogni presidio operativo agiscono come un organismo unico, capace di attivarsi in pochi minuti, si riesce a offrire una risposta omogenea ed efficace».
Il sottosegretario ha quindi ringraziato le donne e gli uomini impegnati nel sistema territoriale, evidenziando il ruolo dell’organizzazione e della condivisione delle procedure. «Mettere al centro l’organizzazione, la condivisione delle procedure e la forza del volontariato trasforma la collaborazione in una vera infrastruttura di protezione del territorio e di salvaguardia delle comunità».
Una parte della visita è stata dedicata anche alle tecnologie utilizzate per la prevenzione e la gestione delle emergenze. Il sistema locale punta sul potenziamento dei Sistemi informativi territoriali e sulla realizzazione di ortofoto, strumenti che consentono di ottenere una mappatura georeferenziata dettagliata del territorio. Informazioni che possono essere integrate con quelle raccolte attraverso una flotta di droni impiegata nell’analisi dei rischi e negli interventi operativi.
L’incontro ha rappresentato anche l’occasione per affrontare il tema della fase successiva alle emergenze e, in particolare, della necessità di programmare interventi strutturali e individuare le risorse necessarie alla loro realizzazione.
«Occorre dare risposte concrete e strutturali post-emergenza – ha spiegato Rossetti, intervenendo a nome dei sindaci –. Con la Regione dobbiamo individuare un percorso condiviso per sviluppare questi progetti, reperire le risorse necessarie e realizzare le opere. L’Unione dell’Empolese Valdelsa è pronta a fare la sua parte».
La visita al Terrafino apre così al rafforzamento del confronto tra Regione e amministrazioni locali, non soltanto sul fronte della gestione immediata delle emergenze, ma anche sulla programmazione degli interventi necessari a ridurre i rischi e aumentare la capacità di risposta del territorio nel lungo periodo.
Last modified: Settembre 29, 2026




