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Peste suina africana, 645 focolai nei cinghiali in Toscana: rafforzate le misure di contenimento

Empoli (sabato, 3 ottobre 2026) — Prosegue in Toscana il contrasto alla peste suina africana. Dall’inizio del 2026 al 14 settembre sono stati individuati 645 focolai tra i cinghiali, mentre due casi hanno interessato allevamenti di suini domestici. Regione e struttura commissariale stanno concentrando gli interventi soprattutto nelle aree sottoposte a restrizione, con l’obiettivo di limitare la circolazione del virus e impedirne l’ingresso negli allevamenti.

di Alice Grieco

Il punto sulla situazione è stato fatto a Palazzo Strozzi Sacrati dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e dal commissario straordinario regionale per la peste suina africana, Giorgio Briganti.

I due focolai registrati negli allevamenti domestici sono stati individuati nei mesi estivi: il primo a Comano, in provincia di Massa-Carrara, alla fine di giugno; il secondo a San Marcello Piteglio, nel Pistoiese, nel mese di luglio.

L’attenzione resta alta soprattutto nelle cosiddette zone di restrizione, ovvero i territori nei quali la presenza della malattia impone specifiche misure di prevenzione e controllo. Le aree interessate ricadono nelle province di Massa-Carrara, Lucca, Pistoia, Prato, Pisa e Firenze.

Tra gli strumenti messi in campo per limitare l’avanzata del virus ci sono anche le barriere realizzate in corrispondenza delle principali arterie stradali. L’obiettivo è ostacolare gli spostamenti dei cinghiali e ridurre il rischio che la malattia raggiunga le zone più meridionali della Toscana.

«Sono convinto che, grazie alle misure messe in atto insieme al commissario Briganti, riusciremo a contenere il più possibile gli effetti della malattia», ha spiegato Giani, ricordando in particolare gli interventi lungo infrastrutture come l’A11 e la Fi-Pi-Li. La priorità, ha aggiunto il presidente, è evitare che il contagio raggiunga gli allevamenti, con conseguenze potenzialmente pesanti per il comparto zootecnico regionale.

La peste suina africana è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce cinghiali e suini domestici e può risultare letale per gli animali. Non rappresenta invece un rischio di contagio per l’uomo. Una delle principali difficoltà nel contrasto all’epidemia è legata alla capacità del virus di persistere nell’ambiente e nei materiali contaminati. Per questo assumono particolare importanza la rapida individuazione e rimozione delle carcasse e il rispetto delle misure di biosicurezza negli allevamenti.

La strategia adottata in Toscana si sviluppa principalmente lungo tre direttrici: ricerca delle carcasse, contenimento della popolazione di cinghiali e rafforzamento della biosicurezza nelle aziende zootecniche. Gli interventi rientrano nel Piano strategico operativo per il controllo della peste suina africana nel sub-cluster Toscana ed Emilia-Romagna, approvato con l’ordinanza numero 7 del 2026 del commissario straordinario nazionale.

Sul territorio è stata intensificata la ricerca delle carcasse, anche attraverso l’impiego di unità cinofile, formate da cani appositamente addestrati e dai rispettivi conduttori. L’attività, promossa dalla struttura commissariale nazionale con il supporto dell’Enci, consente non soltanto di individuare e rimuovere possibili fonti di diffusione del virus, ma anche di acquisire informazioni utili a ricostruire l’andamento dell’epidemia.

Parallelamente continua il piano per la riduzione della presenza dei cinghiali, che coinvolge anche il mondo venatorio. In alcune fasce territoriali il traguardo fissato arriva a un numero di prelievi pari al 150 per cento di quelli effettuati nell’anno precedente.

Un altro fronte riguarda direttamente gli allevamenti. È stata costituita una task force di medici veterinari con il compito di rafforzare gli standard di biosicurezza nelle aziende toscane. A questa attività si affiancano momenti di formazione destinati agli operatori del settore, organizzati insieme alle associazioni di categoria.

Il piano di contrasto comprende anche il coordinamento con Anci Toscana, amministrazioni comunali, Prefetture e Forze di polizia, oltre alle iniziative di informazione rivolte ai territori interessati. Nelle zone sottoposte a restrizione è prevista inoltre una specifica cartellonistica per segnalare le misure da rispettare.

A rafforzare il dispositivo è arrivata nei giorni scorsi anche una nuova ordinanza del presidente della Regione, che rende operativa la gestione delle risorse assegnate dal commissario straordinario nazionale per finanziare gli abbattimenti e le altre misure di mitigazione.

La situazione epidemiologica resta dunque sotto osservazione. L’andamento dei contagi determinerà l’eventuale rimodulazione degli interventi nelle prossime settimane. Regione Toscana e struttura commissariale proseguiranno il coordinamento con le autorità nazionali e gli enti territoriali, con l’obiettivo di contenere la diffusione della peste suina africana e ridurre soprattutto il rischio di nuovi focolai negli allevamenti.

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Last modified: Ottobre 3, 2026
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