Cerreto Guidi (martedì, 2 settembre 2025) — A due anni dall’alluvione che colpì duramente la frazione di Stabbia, il tema della sicurezza idraulica torna al centro del dibattito politico e istituzionale a Cerreto Guidi. La sindaca Simona Rossetti ha richiamato l’attenzione sulla necessità di interventi strutturali e finanziamenti mirati, sottolineando come il Comune, pur avendo dimostrato capacità amministrativa e progettuale, non possa affrontare da solo sfide di tale portata.
di Alice Grieco
Secondo la prima cittadina, l’assenza di risposte concrete dal Dipartimento nazionale di Protezione Civile rappresenta una criticità che rischia di lasciare il territorio esposto a eventi calamitosi sempre più frequenti e intensi a causa dei cambiamenti climatici. “Se a livello nazionale non vengono riconosciute le reali priorità – ha dichiarato Rossetti – il problema è serio. Un Comune, anche il più virtuoso, non può da solo realizzare ponti o casse di espansione. Noi abbiamo investito in nuove scuole, nella gestione delle frane e nella manutenzione straordinaria, ma di fronte a rischi di dimensione superiore è necessario un sostegno adeguato”.
Il riferimento va in particolare agli esiti dello studio idraulico del Genio Civile, che ha individuato due interventi imprescindibili per la riduzione del rischio a Stabbia: la costruzione di una cassa di espansione nei territori di Vinci e Cerreto Guidi e il rifacimento del ponte di Masino, considerato ormai insufficiente a garantire la sicurezza idraulica.
La sindaca ha annunciato di aver chiesto formalmente, come amministrazione comunale, di poter avviare in anticipo la progettazione del nuovo ponte, pur trattandosi di un’infrastruttura di competenza della Città Metropolitana. La proposta avrebbe già trovato un primo riscontro positivo presso il Genio Civile, mentre si attende l’assenso ufficiale da parte dell’ente metropolitano.
Parallelamente, Rossetti ha richiamato l’attenzione sul ruolo dei Consorzi di bonifica, competenti per la manutenzione dei corsi d’acqua. “Abbiamo bisogno – ha sottolineato – di massima attenzione e trasparenza sugli interventi effettuati, perché la prevenzione idraulica non può basarsi unicamente sulla gestione delle emergenze ma su un piano di sicurezza del territorio a lungo termine”.
L’appello della sindaca si inserisce in un contesto nazionale in cui sempre più amministrazioni locali chiedono risorse e strumenti per affrontare l’impatto del cambiamento climatico, che rende il rischio idrogeologico una priorità non più rinviabile. Cerreto Guidi, con le sue esperienze e le difficoltà incontrate, diventa così un caso emblematico della fragilità del territorio italiano e della necessità di strategie integrate di prevenzione.
Tag: opere strutturali, rischio idrogeologico Last modified: Settembre 2, 2025




