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Chianti e Valdarno, si rafforza la rete dei musei: nuova convenzione fino al 2030

Valdarno (mercoledì 23 settembre 2026) — Sei Comuni, otto musei e una rete di luoghi d’arte, siti archeologici e testimonianze storiche disseminate sul territorio. Il Sistema museale territoriale del Chianti e del Valdarno fiorentino guarda ai prossimi anni rinnovando la propria collaborazione con una convenzione che resterà in vigore fino al 2030.

di Alice Grieco

Il nuovo accordo è stato presentato a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione Toscana, alla presenza dell’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti, degli amministratori dei territori interessati e della direttrice e responsabile scientifica del Sistema, Lucia Bencistà.

La rete coinvolge i Comuni di Barberino Tavarnelle, Figline e Incisa Valdarno, Greve in Chianti, Reggello, Rignano sull’Arno e San Casciano in Val di Pesa, che ricopre il ruolo di ente capofila. L’obiettivo è mettere in relazione realtà e identità differenti attraverso una strategia comune, capace di promuovere il patrimonio culturale locale e facilitarne la conoscenza e la fruizione.

«Fare rete significa dare più forza e più visibilità a un patrimonio straordinario che vive nei nostri territori – ha dichiarato l’assessora Cristina Manetti –. Il Sistema museale del Chianti e del Valdarno fiorentino è un esempio concreto di cultura diffusa: musei, pievi, luoghi d’arte e aree archeologiche diventano parte di un unico racconto, capace di valorizzare le identità locali e, allo stesso tempo, di costruire un’offerta culturale più forte e riconoscibile».

Secondo Manetti, il rinnovo dell’intesa fino al 2030 consolida la collaborazione tra le amministrazioni e conferma l’importanza di condividere risorse, competenze e progetti per rendere il patrimonio «sempre più accessibile, conosciuto e vissuto».

Il Sistema nasce dall’unione delle precedenti esperienze museali del Chianti e del Valdarno e trova un primo consolidamento nella convenzione sottoscritta nel 2012. Con il nuovo accordo prosegue il percorso verso una gestione sempre più coordinata, non soltanto degli spazi museali ma anche delle attività di promozione, comunicazione e valorizzazione.

Tra le priorità figurano il coordinamento degli orari di apertura, lo sviluppo di strumenti informativi digitali e cartacei, la realizzazione di un portale unitario e una strategia di comunicazione condivisa. L’intento è offrire a residenti e turisti un percorso riconoscibile attraverso un patrimonio che supera i confini dei singoli Comuni.

Un patrimonio che comprende anche opere di alcuni dei maggiori protagonisti della storia dell’arte italiana. Nei musei e nelle chiese appartenenti alla rete sono infatti conservati lavori di Marcovaldo, Ambrogio Lorenzetti, Masaccio, Neri di Bicci e Andrea del Verrocchio. Opere che dialogano con pievi, abbazie, ville e testimonianze architettoniche inserite nel paesaggio del Chianti e del Valdarno.

«Quello compiuto dai Comuni del Chianti e del Valdarno, per una popolazione complessiva di oltre novantamila abitanti – ha sottolineato Roberto Ciappi, sindaco di San Casciano in Val di Pesa – dimostra cosa e quanto possono fare i Comuni per la cultura».

Per Ciappi i musei non devono essere considerati semplicemente come luoghi destinati alla conservazione delle opere: «Sono spazi pubblici, motori sociali e luoghi capaci di raccontare le radici delle nostre comunità e di avvicinare all’arte cittadini, visitatori e nuove generazioni». 

La dimensione territoriale è anche al centro del lavoro della responsabile scientifica Lucia Bencistà. «Il rafforzamento della rete – ha spiegato – permette di ottimizzare le risorse e valorizzare il bene culturale come patrimonio della comunità». La condivisione di obiettivi e strategie consente così ai musei di presentarsi come un sistema unitario e, allo stesso tempo, come un laboratorio nel quale sviluppare progetti rivolti a cittadini, famiglie, scuole, associazioni e visitatori.

Uno spazio specifico è riservato alle nuove generazioni e alle competenze digitali. Attraverso un finanziamento del Fondo sociale europeo FSE+ 2021-2027, nell’ambito del bando “Giovani professionisti crescono nei musei”, tre giovani tirocinanti sono attualmente impegnati nelle strutture della rete. Le attività interessano diversi ambiti, dalla didattica museale al restauro, passando per la storia dell’arte e la comunicazione digitale.

Sono otto i musei che costituiscono il cuore del Sistema: il Museo “Giuliano Ghelli” di San Casciano in Val di Pesa; l’Antiquarium di Sant’Appiano e il Museo d’arte sacra di Barberino Tavarnelle; l’Antica Spezieria Serristori di Figline e Incisa Valdarno; il Museo “San Francesco” di Greve in Chianti; il Museo Masaccio d’arte sacra e il Museo d’arte sacra dell’Abbazia di Vallombrosa, nel territorio di Reggello; la Pieve di San Leolino a Rignano sull’Arno.

La rete, tuttavia, si estende ben oltre le sale museali. Ne fanno parte anche quindici luoghi di interesse culturale e otto aree archeologiche distribuite nei sei Comuni. Un patrimonio diffuso che punta a trasformarsi in un itinerario unitario tra Chianti e Valdarno, mettendo in relazione arte, storia, paesaggio e identità delle comunità locali.

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Last modified: Settembre 23, 2026
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