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Empoli e il referendum sulla Multiutility: tra scadenze istituzionali, pareri ministeriali e tensioni politiche

Empoli (giovedì, 3 luglio 2025) — Con l’avvicinarsi della data delle elezioni regionali – ipotizzata per il prossimo 12 ottobre – la questione dell’accorpamento del referendum comunale sulla Multiutility alle consultazioni elettorali si impone con crescente urgenza nel dibattito politico e amministrativo cittadino. In particolare, è il comitato civico Trasparenza per Empoli (TPE) a sollecitare da tempo una decisione chiara, chiedendo che il referendum sia celebrato in concomitanza con le elezioni regionali, al fine di garantire una più ampia partecipazione e una gestione efficiente delle risorse pubbliche.

di Alice Grieco

Tuttavia, la normativa vigente, contenuta nel Regolamento degli istituti di partecipazione, non consente – allo stato attuale – l’accorpamento di referendum consultivi comunali ad altre tornate elettorali. Una rigidità che, pur oggetto di proposte di modifica all’interno del Consiglio comunale, risente dei tempi stringenti imposti dalla legge: senza un nuovo regolamento entro 60 giorni dalle elezioni regionali, ogni ipotesi di accorpamento risulterebbe tecnicamente impraticabile.

Il dibattito ha acceso un confronto trasversale tra le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione. A favore dell’accorpamento si sono già espressi in modo formale i gruppi consiliari di Buongiorno Empoli-Siamo Empoli, del Movimento 5 Stelle, con il sostegno anche di esponenti del Centrodestra per Empoli. All’interno della maggioranza, Europa Verde ha manifestato una posizione favorevole, mentre Sinistra Italiana ha avviato una riflessione interna, da cui dovrebbe scaturire una posizione ufficiale nei prossimi giorni.

Al contrario, la posizione di altri attori politici resta ambigua. Forza Italia, secondo indiscrezioni, considera la consultazione “ideologica e mal posta”, adottando dunque un atteggiamento di prudente distacco. Più incerta ancora appare la collocazione di Fratelli d’Italia, di cui non si registrano dichiarazioni ufficiali in merito.

In una conferenza stampa dedicata al bilancio del suo primo anno di mandato, il sindaco di Empoli Alessio Mantellassi ha messo fine al silenzio dell’amministrazione, dichiarando in modo netto che il referendum sulla Multiutility non potrà essere accorpato alle elezioni regionali. La motivazione, ha spiegato, risiede in un parere tecnico del Ministero dell’Interno, richiesto dalla precedente Giunta Barnini, che avrebbe evidenziato criticità operative tali da rendere l’accorpamento non realizzabile.

“Non possiamo ignorare un parere tecnico del Ministero”, ha sottolineato Mantellassi, pur riconoscendo che si tratta di un parere non vincolante. Tuttavia, il sindaco ha precisato che si tratta di indicazioni che, analogamente ai pareri della Corte dei Conti, è difficile disattendere. “So bene che non è obbligatorio, ma di fatto diventa dirimente nella pratica amministrativa”, ha chiarito.

Sul fronte normativo, Mantellassi ha ricordato che l’attuale regolamento è stato elaborato da una commissione a guida opposizione, presieduta da Andrea Picchielli (Lega) e con vicepresidente Leonardo Masi (M5S), e che la responsabilità di eventuali modifiche ricade oggi sulla Commissione Generale, la cui attività – secondo quanto dichiarato – non sarebbe ancora iniziata.

Altro punto di frizione è rappresentato dalla mancata presentazione in Consiglio della delibera contro la quotazione in Borsa della Multiutility, promessa da tempo dalla Giunta. Su questo, Mantellassi ha spiegato che l’indirizzo politico di contrarietà è già stato recepito nel documento societario, e che è stato conferito un incarico tecnico per predisporre il testo della delibera, che passerà ora al vaglio del nuovo Segretario comunale prima di arrivare in aula. Ha tuttavia negato che si tratti di un tentativo di aggirare il referendum, rimarcando che le due questioni – la quotazione e il referendum – sono da tenere distinte, e ha aggiunto, con una punta di ironia: “Il referendum si farà nel 2026, abbiamo tempo”.

Netta la replica del Comitato Trasparenza per Empoli, che rigetta con decisione l’idea che il parere ministeriale rappresenti un ostacolo giuridico. “Si tratta di un parere tecnico, non di una norma di legge”, precisano i promotori, sottolineando che la scelta ultima resta nelle mani del Comune, nel rispetto dello Statuto e della legislazione vigente, che consente espressamente l’accorpamento con consultazioni regionali o nazionali.

TPE passa quindi ad analizzare nel dettaglio le obiezioni contenute nel parere ministeriale: dalla presunta confusione per l’elettore derivante dal contemporaneo svolgimento di due votazioni di natura differente, fino alla questione della partecipazione dei cittadini extracomunitari al voto referendario. Secondo il comitato, tali criticità sono già state affrontate e superate dal legislatore, con strumenti come liste elettorali separate e la possibilità di istituire seggi distinti, garantendo così piena regolarità e trasparenza della consultazione.

Infine, TPE solleva un ulteriore elemento critico, accusando il sindaco di incoerenza politica: “Alla recente assemblea dei soci di Alia – denunciano – lo stesso Mantellassi ha votato per proseguire con quanto previsto dallo statuto, inclusa la quotazione in Borsa. Non può oggi dire di essersi opposto”.

Il dibattito sull’accorpamento del referendum si configura dunque come un nodo di natura insieme politica, tecnica e istituzionale, che chiama in causa il ruolo della partecipazione democratica e la gestione del processo decisionale locale. A fronte di un’opinione pubblica sempre più attenta e sollecitata dal lavoro di comitati civici, resta da capire se e quando il Consiglio comunale affronterà formalmente la questione della modifica regolamentare e se ci sarà, nei prossimi mesi, un’apertura politica che consenta un confronto trasparente sulle condizioni per un eventuale accorpamento.

Nel frattempo, il rischio concreto è che, al di là delle norme e dei pareri, la cittadinanza percepisca un progressivo allontanamento tra istituzioni e cittadini, proprio su un tema – la gestione dei beni pubblici – che per sua natura dovrebbe rappresentare un punto di convergenza e non di rottura.

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Tag: , , , , Last modified: Luglio 3, 2025
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