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Oriana Fallaci, vent’anni dopo: Firenze e la Toscana celebrano la sua voce tra teatro, incontri e letture

Firenze (martedì, 6 ottobre 2026) – Vent’anni dopo la scomparsa di Oriana Fallaci, Firenze torna a confrontarsi con una delle sue voci più conosciute e controverse. Giornalista, scrittrice e testimone dei grandi avvenimenti del Novecento, Fallaci sarà al centro di un programma di appuntamenti promosso e sostenuto dalla Regione Toscana, tra approfondimenti, reading e spettacoli teatrali.

di Alice Grieco

Le iniziative sono state presentate a Palazzo Strozzi Sacrati dall’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti, insieme al presidente della Fondazione Spadolini – Nuova Antologia ETS, Cosimo Ceccuti, e al regista Fulvio Cauteruccio.

Uno dei momenti centrali sarà il convegno “Oriana Fallaci. La forza di una voce libera e senza tempo”, in programma il 30 ottobre alle 10.30 nella sala conferenze dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, al terzo piano di Palazzo Strozzi.

L’incontro offrirà l’occasione per rileggere il percorso professionale e intellettuale della giornalista fiorentina e interrogarsi sull’eredità lasciata dalla sua produzione. A discuterne saranno lo storico Franco Cardini, monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, la docente dell’Università di Firenze Giulia Tellini e il giornalista Riccardo Mazzoni. Ad aprire i lavori saranno i saluti del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dell’assessora Cristina Manetti e di Cosimo Ceccuti.

Il programma entrerà nel vivo già sabato 26 settembre. Alle 18, al Teatro della Pergola, Valeria Solarino darà voce a “Il sesso inutile”, reportage realizzato da una giovane Fallaci sulla condizione femminile in diverse parti del mondo. La lettura sarà accompagnata dal vivo da Maurizio Camardi, tra sassofoni, duduk ed elettronica, su un’idea di Elena Marazzita.

La produzione, firmata AidaStudioProduzioni in collaborazione con il Teatro della Toscana, rientra nel cartellone de La Toscana delle Donne, il progetto regionale dedicato ai diritti, alla libertà e al protagonismo femminile. L’ingresso sarà gratuito con prenotazione online.

«A vent’anni dalla sua scomparsa vogliamo ricordare Oriana Fallaci partendo dalla forza della sua voce, dal suo legame profondo con Firenze e la Toscana e dalla capacità che ha avuto di attraversare da protagonista alcuni dei passaggi più drammatici e decisivi del Novecento», ha spiegato Cristina Manetti.

L’intento, ha sottolineato l’assessora, è affrontare una personalità complessa senza ridurla a letture semplicistiche, tornando innanzitutto ai libri, alle parole e al mestiere della giornalista e scrittrice. In questa prospettiva si inserisce anche la scelta de Il sesso inutile, opera che mostra come già nella giovane Fallaci fosse presente un’attenzione per le questioni legate alla libertà e all’autodeterminazione femminile.

Nel corso della presentazione è emerso anche il rapporto che legava Fallaci a Giovanni Spadolini. A ricordarlo è stato Cosimo Ceccuti, che ha raccontato un episodio personale avvenuto poco dopo la morte dello statista.

«La Fallaci era molto legata a Spadolini», ha ricordato Ceccuti. Pur non essendoci un vero carteggio tra i due, nella biblioteca di Spadolini erano conservati tutti i libri della scrittrice, compresa una copia di Intervista con la storia con dedica.

Ceccuti ha poi rievocato la visita di Fallaci alla sede della Fondazione subito dopo la scomparsa di Spadolini. La giornalista, ha raccontato, attraversò le stanze quasi in silenzio, soffermandosi a osservare gli ambienti. Prima di andare via lasciò una dedica: «Con orgoglio, tenerezza e rimpianto nella casa del mio amico Spadolini». Aveva manifestato il desiderio di tornare per consultare i libri di storia custoditi dalla Fondazione, un progetto che non riuscì poi a realizzare.

Fallaci, Panagulis e il teatro: il progetto di Krypton

Le celebrazioni proseguiranno l’8 novembre, in coincidenza con la quinta edizione de La Toscana delle Donne. Alle 17, al Teatro Verdi di Firenze, è prevista l’inaugurazione della manifestazione regionale. In serata il programma si sposterà al Teatro dell’Affratellamento, dove alle 21 andrà in scena “Nella lingua e nella spada”, spettacolo di e con Elena Bucci, diretto dalla stessa interprete insieme a Fulvio Cauteruccio, con il progetto musicale di Luigi Ceccarelli.

La produzione della Compagnia Teatrale Krypton, realizzata in collaborazione con la Compagnia Le Belle Bandiere, fa parte di un progetto più ampio: “Una donna. Oriana Fallaci, vent’anni dopo”, articolato in cinque appuntamenti e affidato alla direzione artistica di Cauteruccio.

L’obiettivo è costruire un ritratto plurale di Fallaci attraverso linguaggi differenti. Teatro, musica, letture sceniche, drammaturgia contemporanea e partecipazione del pubblico accompagneranno un itinerario diffuso in diversi luoghi di Firenze, mettendo in relazione la scrittrice, la giornalista e la donna con alcune delle vicende che ne hanno segnato la biografia.

Al centro di Nella lingua e nella spada c’è soprattutto l’incontro con Alexandros Panagulis, poeta, rivoluzionario e oppositore della dittatura dei colonnelli in Grecia. Fallaci lo conobbe per intervistarlo nel giorno della sua liberazione dal carcere, dopo la condanna a morte e la successiva grazia, arrivata anche in seguito alla mobilitazione internazionale in suo favore. Da quell’incontro nacque una relazione sentimentale e intellettuale destinata a incidere profondamente sulla vita e sulla scrittura della giornalista.

La dimensione privata diventa così materia teatrale e, allo stesso tempo, punto di partenza per interrogarsi su temi più ampi: il rapporto con il potere, la libertà individuale, la resistenza, l’impegno politico e il prezzo personale che può comportare la difesa delle proprie convinzioni.

Cauteruccio ha spiegato che il progetto nasce dall’incontro con Elena Bucci, attrice che ha lavorato a lungo con Leo de Berardinis e che aveva già affrontato il testo fallaciano dedicato a Panagulis. Da qui la decisione della Compagnia Krypton di sviluppare insieme lo spettacolo.

Nel progetto entra anche una memoria personale del regista: quella del fratello Giancarlo Cauteruccio, scomparso, con il quale aveva portato in scena Prigionia di Alekos, ancora una volta dedicato alla figura di Panagulis. Nella lingua e nella spada diventa quindi anche un omaggio al suo lavoro e alla ricerca teatrale e tecnologica che ne aveva caratterizzato il percorso artistico.

Dopo l’appuntamento fiorentino, il progetto proseguirà con ulteriori momenti dedicati in particolare alla Fallaci giornalista, completando un percorso che, a due decenni dalla morte, prova a riportare al centro non soltanto il personaggio pubblico, ma soprattutto le parole, le opere e le esperienze che hanno attraversato la sua lunga carriera.

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Last modified: Ottobre 6, 2026
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