Empoli (mercoledì, 21 gennaio 2026) — Il Governo ha deciso di nominare un commissario ad acta per procedere agli accorpamenti degli istituti scolastici nelle Regioni Toscana, Umbria, Sardegna ed Emilia Romagna, tutte realtà che negli ultimi mesi si erano opposte ai tagli previsti.
di Alice Grieco
La misura è stata adottata durante l’odierna seduta del Consiglio dei Ministri, alla quale erano presenti anche le Regioni coinvolte. Per la Toscana, su delega del Presidente Eugenio Giani, ha partecipato l’assessora all’istruzione Alessandra Nardini, illustrando le ragioni che avevano portato a sospendere temporaneamente il dimensionamento delle scuole.
“Fin dall’inizio del 2023 abbiamo ribadito con chiarezza che sulla scuola pubblica non si taglia, ma si investe – sottolineano Giani e Nardini –. Abbiamo contestato in tutti i passaggi istituzionali la logica degli accorpamenti, presentando anche ricorsi contro le misure governative. Pur adeguandoci alle indicazioni del Ministero, abbiamo sospeso i tagli in attesa dell’esito del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Il Governo ha invece deciso di procedere comunque, senza riconsiderare nemmeno i numeri dei tagli, che secondo noi non rispecchiano la reale popolazione scolastica toscana”.
Secondo la Regione, basando il dimensionamento sugli studenti effettivamente iscritti, i tagli sarebbero dimezzati: da 16 previsti dal Governo si passerebbe a 8. La decisione ministeriale si fonda su una differenza di circa 8.000 studenti rispetto ai dati reali forniti dall’Ufficio Scolastico Regionale: 428.679 studenti stimati contro 436.671 iscritti effettivi.
Giani e Nardini hanno inoltre evidenziato come, nelle settimane passate, si sia mantenuto un costante dialogo con enti locali e sindacati. “Il Governo avrebbe dovuto attendere l’esito del ricorso al Quirinale – spiegano – invece ha scelto di procedere unilateralmente, con una decisione che rischia di avere ripercussioni negative sia sul piano didattico sia su quello occupazionale. La Toscana aveva già adottato un dimensionamento corretto, con istituti comprensivi strutturati in continuità verticale”.
Attualmente le istituzioni scolastiche autonome in Toscana sono 466, mentre dopo gli accorpamenti diventeranno 450. In dettaglio, sono previsti 4 accorpamenti nella provincia di Lucca, 3 a Massa Carrara e Pistoia, 2 nella Città Metropolitana di Firenze, e altri due a Grosseto e Siena.
Questa decisione segna un punto di forte tensione tra Governo e Regioni, con la Toscana che continua a chiedere un adeguamento dei numeri in base alla realtà effettiva delle iscrizioni.
Last modified: Gennaio 21, 2026




