Empoli (mercoledì, 9 luglio 2025) — Nel pomeriggio di domenica, una violenta perturbazione ha colpito duramente ampie porzioni del territorio toscano, lasciando dietro di sé un paesaggio segnato da devastazione, angoscia e incertezza. In pochi, interminabili minuti, la grandine ha infierito con forza sulle vigne nel delicato momento dell’invaiatura – fase cruciale per la qualità del raccolto – compromettendo irrimediabilmente interi filari di uve destinate alla produzione di alcune delle etichette più rinomate della regione.
di Alice Grieco
L’evento meteorologico estremo, caratterizzato da precipitazioni intense, raffiche di vento impetuose e attività elettrica diffusa, ha attraversato da ovest a est alcune delle aree più vocate alla viticoltura. Particolarmente colpiti i territori della Val d’Elsa, con i comuni di Certaldo e Castelfiorentino, l’area del Chianti – con Greve in Chianti duramente provata – San Gimignano e parte della zona volterrana. Si tratta di zone a forte vocazione agricola, in particolare per la produzione del Chianti Classico, della Vernaccia e di pregiati oli extravergine d’oliva.
Una prima valutazione provvisoria è stata fornita da Coldiretti Toscana, che attraverso la propria rete territoriale ha iniziato a raccogliere le segnalazioni degli agricoltori. Sul posto si è recata tempestivamente anche la presidente regionale Letizia Cesani, la quale ha visitato alcune aziende colpite, manifestando la propria vicinanza e raccogliendo testimonianze dirette dei produttori.
«Le temperature eccezionalmente elevate registrate nei giorni scorsi – ben al di sopra delle medie stagionali – hanno creato le condizioni perfette per un evento atmosferico di questa portata», ha dichiarato Cesani. «La grandine, in questo momento dell’anno, rappresenta una delle minacce più temute per il comparto agricolo. I danni ai vigneti sono ingenti: parliamo di decine di ettari di coltivazioni compromesse o completamente distrutte».
Secondo Cesani, l’impatto sul suolo, già messo a dura prova dalla siccità e dai lavori di preparazione del terreno, ha accentuato i fenomeni erosivi. «Le cause di questi eventi sono note: il cambiamento climatico sta modificando radicalmente le condizioni ambientali, e l’agricoltura ne sta pagando il prezzo più alto», ha aggiunto. «Non si tratta solo di una questione economica: è in gioco anche la sicurezza alimentare».
I segni della devastazione sono tangibili: i chicchi di grandine, colpendo con forza i grappoli, hanno lacerato gli acini e danneggiato i tralci, aprendo la strada all’insorgenza di pericolose fitopatologie, come botrite e peronospora. Il rischio di infezioni fungine aumenta sensibilmente in seguito a lesioni di questo tipo, con potenziali effetti a lungo termine sulla qualità del raccolto e sulla salute dei vigneti.
Ad oggi non è ancora possibile stimare con precisione l’estensione delle superfici danneggiate, ma le prime ricognizioni parlano di decine di ettari compromessi, soprattutto in aree ad alta specializzazione vitivinicola.
Tra le testimonianze più toccanti quella di Andrea Bussotti, viticoltore a Greve in Chianti: «Dalla finestra ho osservato impotente la distruzione dei miei vigneti. Due ettari e mezzo sono andati completamente perduti. La grandinata di domenica è stata il colpo finale dopo quella di pochi giorni prima. È un disastro».
Anche in Val d’Elsa la situazione è critica. Gianluca Gasparri, imprenditore agricolo e vicepresidente provinciale di Coldiretti, sottolinea: «Stimiamo una perdita del 20-30% dei grappoli ormai prossimi alla maturazione. I cambiamenti climatici stanno mettendo in ginocchio le nostre produzioni e rendono ogni raccolto un’incognita».
Alla grandine si è sommata la furia del vento, che ha causato ingenti danni alle infrastrutture agricole. In località Cusona, nel comune di San Gimignano, una violenta raffica ha scoperchiato circa 800 metri quadrati di copertura di un magazzino agricolo. Dinamiche simili sono state segnalate anche a Volterra. La quantità di pioggia caduta in poche ore è stata straordinaria: oltre 80 mm in 24 ore nella zona di San Gimignano e più di 70 mm tra Certaldo e Montespertoli.
In un contesto di crescente instabilità climatica, le polizze assicurative agevolate restano l’unico strumento concreto di tutela per gli agricoltori. Le coperture previste, co-finanziate fino al 70% del costo complessivo, rappresentano una misura indispensabile per fronteggiare eventi estremi come grandinate, gelate tardive, siccità e alluvioni. Tuttavia, resta aperto il nodo della sostenibilità economica per molte piccole aziende, spesso sprovviste di risorse sufficienti per garantire continuità produttiva.
Tag: comparto vitivinicolo, grandine, invaiatura, vigneti Last modified: Luglio 9, 2025




