Empoli (domenica, 7 dicembre 2025) — La Regione Toscana ha definito i sedici accorpamenti scolastici richiesti dal Ministero dell’Istruzione per l’anno scolastico 2026/2027, ma ne ha disposto la sospensione in via cautelativa. La decisione, comunicata dopo settimane di proteste da parte di scuole, studenti e famiglie, è stata formalizzata tramite una delibera di giunta approvata ieri, che mantiene invariato il numero complessivo di istituzioni scolastiche autonome presenti sul territorio regionale, pari a 466.
di Alice Grieco
Il dimensionamento coinvolge anche l’area dell’Empolese Valdelsa, con l’Istituto Comprensivo di Capraia e Limite tra quelli che hanno manifestato contro l’accorpamento, così come il Liceo Michelangiolo di Firenze e altre scuole della provincia. I due istituti fiorentini rientrano nel totale dei sedici previsti in Toscana: quattro in provincia di Lucca, tre a Massa Carrara, tre a Pistoia, due a Grosseto e due a Siena.
La sospensione è motivata dall’attesa dell’esito del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il Decreto Ministeriale 124/2025, che contestualmente solleva dubbi sul criterio adottato per la definizione del numero di autonomie da ridurre, basato sulla stima della popolazione scolastica anziché sul dato effettivo fornito dall’Ufficio Scolastico Regionale (USR).
“Continuiamo a rispettare le istituzioni e, per questo, procediamo con la definizione degli accorpamenti richiesti, ma prima di adottare decisioni definitive, che inciderebbero sulla funzionalità del sistema scolastico e potrebbero generare disagi nei territori, vogliamo chiarimenti su questo punto cruciale”, hanno spiegato il presidente della Regione, Eugenio Giani, e l’assessora all’istruzione, Alessandra Nardini, durante la conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati.
Il presidente Giani ha ricordato che precedenti interventi legislativi, come la Legge di Bilancio 2023, avevano previsto un dimensionamento della rete scolastica basato sulla reale popolazione studentesca. Nel caso della Toscana, vi è una differenza di circa 8.000 studenti tra la stima ministeriale (428.679) e i dati effettivi comunicati dall’USR (436.671).
L’assessora Nardini ha evidenziato come l’opposizione ai tagli scolastici sia iniziata due anni fa, con ricorsi e voti contrari in Conferenza delle Regioni, che hanno già consentito in passato di ridurre drasticamente i tagli imposti dal Governo. “Quest’anno il Ministero impone sedici accorpamenti, dimenticando che la Toscana ha già effettuato un corretto dimensionamento attraverso la creazione di istituti comprensivi e la continuità verticale”, ha dichiarato Nardini, ribadendo la contrarietà della Regione sia al metodo che ai numeri dei tagli.
Formalmente, la delibera prevede la riduzione di 16 autonomie scolastiche sulla base del contingente nazionale di dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali e amministrativi, passando da 466 a 450. I provvedimenti interessano quattro istituti nella provincia di Lucca, tre in ciascuna delle province di Massa Carrara e Pistoia, due nella Città Metropolitana di Firenze e altrettanti nelle province di Grosseto e Siena. La Regione ha esercitato il potere sostitutivo nei confronti della Provincia di Massa Carrara, che aveva già avviato due accorpamenti su tre previsti. La sospensione cautelativa è motivata da “gravi ragioni” secondo l’articolo 21-quater della legge 241/1990.
Durante la conferenza stampa, Giani ha auspicato che i parlamentari promuovano emendamenti alla legge finanziaria per riconoscere l’inopportunità dei tagli e rispondere alle esigenze dei territori. Nardini ha aggiunto che la Toscana, insieme ad altre Regioni, chiede al Governo di aprire finalmente un confronto reale, auspicando che il Ministro Valditara risponda alle ripetute richieste di dialogo mai concretizzatesi in questi anni.
Last modified: Dicembre 7, 2025




