Empoli (sabato, 9 agosto 2025) — Con “Un bipolare”, incluso nella raccolta Provaci ancora Bill – Gli ultimi saggi, Carlo Salvadori firma un’opera di profonda rilevanza sociale, culturale e umana. Pubblicato da PAB Editore, il volume (disponibile al prezzo di 13 euro) si propone come un manifesto contro lo stigma che ancora oggi grava su chi convive con disturbi dell’umore, in particolare con il disturbo bipolare.
di Alice Grieco
L’autore — nato a Empoli il 15 febbraio 1960, giornalista pubblicista iscritto all’Ordine della Toscana dal 1982 e professionista dell’editoria attivo da decenni come correttore di bozze per importanti realtà editoriali come Rizzoli e Giunti — sceglie la scrittura come strumento per abbattere la vergogna che spesso accompagna la diagnosi di malattia mentale. Lo fa con un linguaggio chiaro, coinvolgente e umanizzato, ma al contempo radicato in un solido impianto razionale e analitico.
Il cuore del saggio si rivolge in particolare ai giovani e alle loro famiglie, con l’intento di offrire uno specchio in cui riconoscersi, ma anche una guida per uscire dal buio del pregiudizio. Salvadori richiama infatti l’urgenza di riconsiderare il disagio psichico alla stregua di qualsiasi altro disturbo di salute. Una prospettiva che trova eco nei dati ufficiali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui entro il 2030 i disturbi mentali diventeranno la principale causa di malattia a livello globale.
Tra le peculiarità di Un bipolare, vi è l’inserimento di brani musicali incentrati sul tema della “fatica di vivere”, scelti per il loro potere terapeutico. Salvadori evidenzia infatti come l’ascolto di musica possa sostenere l’autostima del paziente e favorire momenti di consapevolezza e riconoscimento emotivo.
Inoltre, l’autore affianca a queste riflessioni alcuni suoi articoli sportivi, volendo così dimostrare che il disturbo bipolare non è sinonimo di irrazionalità o incapacità logica. Al contrario: spesso la creatività, l’intelligenza analitica e la capacità di osservazione critica rappresentano caratteristiche spiccate in chi convive con tali fragilità.
Salvadori denuncia però la difficoltà, per molti, di mantenere una stabilità lavorativa, a causa del disallineamento tra i tempi interiori del paziente e quelli imposti dalla società produttiva. Tuttavia, sottolinea con forza come questo non debba mai costituire un motivo di emarginazione. I cosiddetti “sani”, afferma l’autore con coraggio, talvolta si nascondono dietro una presunta normalità che può facilmente sfociare in arroganza o incompresione.
Un bipolare si colloca idealmente nel solco tracciato da Ho sbagliato a nascere? 18 storie bipolari, testimonianza corale pubblicata da Salvadori nel 2019. Se in quella raccolta l’autore dava voce a un mosaico di esperienze differenti, in questo nuovo saggio si espone in prima persona, alternando riflessione autobiografica, analisi culturale e denuncia sociale.
Con questo lavoro, Salvadori si conferma come una voce preziosa nel panorama del dibattito contemporaneo sulla salute mentale. Il suo sguardo, mai giudicante, unisce profondità di pensiero, esperienza diretta e sensibilità narrativa, invitando lettori e lettrici a riconsiderare le proprie convinzioni sul tema del disagio psichico.
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