Empoli (venerdì, 2 ottobre 2026) — Oltre 3.300 telefonate ricevute e più di 1.600 persone prese in carico in poco più di due mesi. Sono i primi numeri di “Sostegno fragilità anziani – Una rete di prossimità”, il progetto della Regione Toscana pensato per intervenire quando una persona anziana e la sua famiglia si trovano ad affrontare per la prima volta una condizione di fragilità.
di Alice Grieco
I dati segnano una crescita rispetto allo stesso periodo della precedente annualità: le chiamate al numero unico regionale sono aumentate del 40%, mentre le prese in carico da parte dei servizi territoriali hanno registrato un incremento superiore al 33%.
Il servizio è rivolto alle persone con almeno 70 anni, residenti in Toscana, che si trovano per la prima volta in una situazione di difficoltà e non sono già inserite in percorsi assistenziali strutturati. L’obiettivo è intervenire rapidamente nella fase iniziale del bisogno, orientando anziani e familiari tra i servizi disponibili e offrendo, quando necessario, un supporto direttamente a domicilio.
Per chiedere assistenza è possibile contattare il numero unico regionale 055 4383000 e segnalare la situazione. L’attivazione del supporto avviene nell’arco di 24-48 ore e può prevedere anche una visita domiciliare. Un operatore segue quindi la persona anziana e la famiglia, individuando insieme a loro le soluzioni più adatte e facilitando l’accesso ai servizi del territorio.
Tra le possibilità previste c’è anche l’accompagnamento nella ricerca di un assistente familiare qualificato. A questo si aggiunge un contributo una tantum di 300 euro, erogato attraverso il libretto famiglia in collaborazione con l’INPS, che può coprire fino a 30 ore di assistenza domiciliare regolare. La misura punta a sostenere le prime necessità e, allo stesso tempo, a favorire l’avvio di rapporti di lavoro regolari nell’ambito dell’assistenza familiare.
Il progetto proseguirà per tutto il triennio 2026-2028 e può contare su un investimento complessivo di circa 12,8 milioni di euro. Di questi, 10,5 milioni, provenienti dal Fondo nazionale per la non autosufficienza, sono destinati alle Zone distretto e alle Società della Salute.
Per il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, i primi dati mostrano come il servizio stia intercettando «un bisogno concreto» delle famiglie, soprattutto nella fase in cui una nuova condizione di fragilità rende necessario trovare rapidamente riferimenti e forme di assistenza.
Sulla stessa linea l’assessora regionale alla Sanità e alle Politiche sociali, Monia Monni, che sottolinea la necessità di costruire risposte integrate di fronte al progressivo invecchiamento della popolazione. L’obiettivo, spiega, è rafforzare il ruolo dei servizi territoriali e del terzo settore, sostenendo le famiglie nei momenti di maggiore difficoltà e tutelando la qualità della vita degli anziani.
“Sostegno fragilità anziani” raccoglie l’esperienza maturata negli anni con “Pronto Badante”, ampliandone il modello attraverso una rete che coinvolge servizi territoriali, comunità locali e terzo settore. Accanto all’assistenza immediata, il progetto punta infatti a prevenire l’isolamento sociale, facilitare l’accesso ai servizi e favorire la qualificazione e la regolarizzazione del lavoro degli assistenti familiari.
Una parte delle attività è dedicata anche all’invecchiamento attivo, con iniziative di informazione, educazione alla salute e socializzazione. L’intento è intervenire non soltanto quando emerge una difficoltà, ma anche prevenirne alcune conseguenze, mantenendo le persone anziane il più possibile inserite nella vita della propria comunità.
Last modified: Ottobre 2, 2026




