Scritto da • 4:35 am• Empoli, Attualità

Scuola, quattro Regioni escluse dai fondi per le supplenze ATA: «Una scelta che penalizza gli istituti»

Empoli (venerdì, 2 ottobre 2026) — Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna restano fuori dalla ripartizione dei 19 milioni di euro destinati alle supplenze temporanee del personale ATA. Una decisione contestata dagli assessori regionali all’Istruzione, che mettono in relazione l’esclusione con la mancata adozione autonoma, da parte delle quattro Regioni, dei rispettivi piani di dimensionamento scolastico.

di Alice Grieco

A intervenire sulla questione sono Alessandra Nardini per la Toscana, Fabio Barcaioli per l’Umbria, Ilaria Portas per la Sardegna e Isabella Conti per l’Emilia-Romagna. In una nota congiunta, gli assessori evidenziano quella che ritengono una contraddizione: pur non essendo stato approvato direttamente dalle amministrazioni regionali, il dimensionamento è stato comunque attuato attraverso il commissariamento disposto dal Governo.

Secondo i rappresentanti delle quattro Regioni, dunque, gli istituti scolastici interessati si trovano oggi a dover affrontare gli effetti della riorganizzazione senza poter accedere alle risorse aggiuntive previste per le supplenze temporanee del personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

«Le scuole sono state dimensionate, ma vengono private delle risorse necessarie per sostenerne gli effetti», sostengono gli assessori, secondo i quali le conseguenze della scelta non ricadrebbero sulle amministrazioni regionali, bensì direttamente sugli istituti, sui lavoratori e sulle comunità scolastiche.

La critica assume anche un carattere politico. Nardini, Barcaioli, Portas e Conti accusano infatti il Governo Meloni di aver trasformato l’assegnazione delle risorse alla scuola in uno strumento di pressione nei confronti delle Regioni che non hanno seguito autonomamente il percorso indicato dall’esecutivo sul dimensionamento.

Al centro della contestazione c’è soprattutto il criterio utilizzato per l’accesso ai finanziamenti. Gli assessori chiedono al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara di chiarire per quale motivo la possibilità di finanziare una supplenza ATA debba essere collegata alle modalità con cui è stato realizzato il dimensionamento scolastico, anziché alle effettive esigenze organizzative degli istituti.

Da qui la richiesta al Governo di rivedere la decisione e consentire anche alle scuole di Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna di accedere alle risorse. Per le quattro amministrazioni regionali, infatti, i finanziamenti dovrebbero essere distribuiti sulla base delle necessità concrete del sistema scolastico e non della procedura amministrativa attraverso la quale è stata realizzata la riorganizzazione della rete degli istituti.

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Last modified: Ottobre 2, 2026
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