Scritto da • 4:33 am• Empoli, Attualità

Caccia sui terreni pubblici, il M5S presenta una mozione ai Comuni toscani: «La priorità sia l’interesse della collettività»

Empoli (venerdì, 23 ottobre 2026) — Una mozione urgente da portare nei Consigli comunali per chiedere l’esclusione dei terreni di proprietà pubblica dall’attività venatoria. È l’iniziativa promossa dal Movimento 5 Stelle regionale, che invita le amministrazioni toscane ad attivarsi entro il prossimo 30 ottobre, termine previsto per la presentazione delle richieste alla Regione.

di Alice Grieco

La proposta si fonda sull’articolo 15 della legge nazionale 157 del 1992, che riconosce ai proprietari e ai conduttori dei fondi la possibilità di richiedere, in presenza delle condizioni previste dalla normativa, il divieto di esercizio della caccia sui propri terreni.

Al centro dell’iniziativa anche il rapporto tra legislazione nazionale e regionale. La disciplina toscana prevede infatti requisiti restrittivi per l’esclusione dall’attività venatoria, tra cui una superficie minima di 200 ettari. Il testo predisposto dal M5S richiama tuttavia alcune recenti pronunce della giustizia amministrativa, tra cui quelle del Tar Abruzzo e del Consiglio di Stato, che, secondo quanto evidenziato dai promotori, hanno ribadito la prevalenza della normativa statale e la possibilità di motivare le richieste anche attraverso considerazioni etiche, ambientali e sociali. Un eventuale diniego da parte della Regione dovrebbe inoltre essere adeguatamente motivato, anche in relazione alla pianificazione faunistico-venatoria.

A spiegare gli obiettivi dell’iniziativa sono i consiglieri regionali Luca Rossi Romanelli e Irene Galletti, che chiedono agli enti locali di assumere una posizione esplicita sulla destinazione dei terreni appartenenti alla collettività.

«È un atto squisitamente politico: chiediamo ai Comuni di esporsi e di compiere un atto chiaro contro la caccia sui terreni che appartengono alla collettività – dichiarano i consiglieri –. Sappiamo che le istanze potranno incontrare ostacoli e resistenze, ma proprio per questo è importante che parta dalla Toscana un segnale netto».

Per i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, la questione riguarda anche la possibilità per le comunità locali di scegliere come utilizzare e tutelare il proprio patrimonio pubblico, soprattutto nelle aree frequentate da famiglie, escursionisti e turisti.

«Vogliamo contrastare la cultura dello “sparatutto” che continua a pretendere spazi sempre più ampi e riaffermare il diritto delle comunità locali a scegliere, anche per ragioni etiche, di sottrarre una parte del proprio territorio all’attività venatoria. Le lobby della caccia non possono considerare il territorio una propria disponibilità permanente», aggiungono Rossi Romanelli e Galletti.

La mozione, già predisposta e messa a disposizione delle amministrazioni comunali, punta quindi a favorire la presentazione di istanze alla Regione, attraverso un percorso che coinvolga direttamente sindaci e Consigli comunali.

«Ogni mozione approvata, ogni istanza presentata alla Regione, contribuirà a costruire dal basso una pressione politica contro l’estensione della caccia e a riportare al centro il principio per cui sui beni pubblici la priorità deve essere l’interesse della comunità», sottolineano i due consiglieri.

Sulla proposta interviene anche il coordinatore regionale del M5S, Tommaso Pierazzi, che richiama l’attenzione sulla salvaguardia degli ecosistemi e della fauna selvatica.

«La mozione punta a rafforzare la tutela della fauna selvatica e della biodiversità, che resta una responsabilità primaria delle istituzioni», afferma Pierazzi, collegando l’iniziativa anche al dibattito nazionale sulla revisione della legge 157 del 1992, rispetto alla quale il Movimento 5 Stelle esprime preoccupazione per un possibile ampliamento degli spazi destinati alla caccia e un indebolimento delle tutele ambientali.

L’obiettivo del M5S è dunque quello di coinvolgere il maggior numero possibile di amministrazioni toscane prima della scadenza del 30 ottobre, sollecitando una presa di posizione sul futuro dei terreni pubblici e sulla loro destinazione.

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Last modified: Ottobre 23, 2026
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