Scritto da 4:12 am Castelfiorentino, Attualità

Castelfiorentino, inaugurato il Molino San Matteo: grano 100% toscano e filiera corta

Castelfiorentino (giovedì, 24 settembre 2026) – È stato inaugurato il 12 settembre il Molino San Matteo di Castelfiorentino, nuovo impianto realizzato accanto allo stabilimento produttivo di Cerealia, società controllata al 100% da Unicoop Firenze e specializzata nella produzione di pane, pizze, focacce e altri prodotti da forno, freschi e surgelati.

di Alice Grieco

Con l’entrata in funzione del mulino si completa il polo produttivo, che integra nello stesso sito la fase di macinazione del grano e quella della panificazione. L’impianto avvia la propria attività con il raccolto 2026 e punta su una filiera corta e controllata: il grano lavorato sarà infatti interamente toscano, senza glifosate e a residuo zero.

Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessore regionale all’Economia e all’Agricoltura Leonardo Marras.

«Sicurezza e filiera corta, qualità e salute, utilizzo di grano toscano senza glifosate e a residuo zero», ha sottolineato Giani, spiegando come l’apertura del Molino San Matteo completi un progetto capace di riunire, attraverso il modello cooperativo, l’intera filiera produttiva.

Un sistema che coinvolge oltre cento agricoltori toscani e mette in collegamento diretto la produzione agricola del territorio con il consumatore. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Unicoop Firenze, Cerealia e Molini Popolari Riuniti, cooperativa alla quale è affidata la gestione del nuovo impianto.

L’obiettivo è creare una filiera integrata nella quale i diversi passaggi, dalla coltivazione alla macinazione, dalla trasformazione alla vendita, siano strettamente collegati fino all’arrivo del prodotto sulla tavola dei consumatori.

Il nuovo mulino assume particolare rilievo anche alla luce delle difficoltà attraversate dal settore cerealicolo. A evidenziarlo è stato l’assessore Leonardo Marras, che ha definito l’impianto un investimento importante per il sistema economico e agricolo regionale.

«Il grano toscano non viene soltanto prodotto, ma raccolto, lavorato e trasformato all’interno di un rapporto diretto tra agricoltori, cooperazione e industria alimentare», ha spiegato Marras. Un modello che, secondo l’assessore, consente alla materia prima di generare maggiore valore e può favorire una remunerazione più equa per chi lavora nei campi.

Il coinvolgimento di oltre cento produttori agricoli e il collegamento con Cerealia e con la rete dei punti vendita Unicoop Firenze rappresentano, secondo Marras, un esempio di come la filiera corta possa tradursi anche in innovazione e competitività.

Al centro del progetto resta la valorizzazione della produzione regionale: la farina ottenuta dal Molino San Matteo sarà prodotta esclusivamente con grano toscano, senza glifosate e a residuo zero, con l’obiettivo di coniugare tracciabilità, qualità della materia prima e trasformazione sul territorio.

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Last modified: Settembre 24, 2026
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