Scritto da 6:32 am Montelupo Fiorentino, Attualità

Dalla contrarietà alla cooperazione: il caso del nuovo pozzo a Montelupo Fiorentino e il Contratto di Fiume Pesa

Montelupo Fiorentino (mercoledì, 14 gennaio 2026) — Nell’agosto del 2024 il Comune di Montelupo Fiorentino aveva espresso una netta contrarietà alla realizzazione di un nuovo pozzo idropotabile, al fine di tutelare l’ecosistema del torrente Pesa, già soggetto a criticità idrologiche, tra cui lunghi periodi di secca totale. Tale posizione, sostenuta anche dalle associazioni territoriali, si inseriva in un contesto di crescente attenzione verso la fragilità del corso d’acqua.

di Alice Grieco

Nonostante le riserve comunali, l’opera è stata realizzata, tuttavia all’interno di un quadro di responsabilità istituzionale condivisa formalizzato attraverso un accordo che ha coinvolto tutti gli enti e soggetti decisionali competenti. In base a tale intesa, non è previsto alcun incremento dei prelievi idrici rispetto alle quantità autorizzate da Acque SpA, il gestore idrico promotore del progetto, che ha assicurato la sostituzione graduale del pozzo numero 4 con il nuovo pozzo numero 10 e la realizzazione di approfondimenti idrologici mirati a mitigare le secche estive.

Dalla posizione inizialmente contraria del Comune è scaturita una collaborazione più ampia per la valorizzazione e la protezione del fiume Pesa. Negli ultimi dodici mesi, nell’ambito del Contratto di Fiume, sono stati avviati progetti finanziati con oltre 3 milioni di euro, destinati a interventi di tutela ecologica e gestione sostenibile della risorsa idrica. Il sindaco Simone Londi ha sottolineato come la vicenda del nuovo pozzo abbia messo in evidenza la tensione tra le esigenze di approvvigionamento idrico per uso umano e il principio costituzionale di protezione degli ecosistemi, contribuendo a costruire una consapevolezza diffusa sull’estrema vulnerabilità del torrente.

Il pozzo, situato lungo via Giuseppe Lami all’incrocio tra la SS67 Toscoromagnola e la SP12 di Val di Pesa, raggiunge una profondità di 42 metri, con un prelievo medio di 12 litri al secondo e un volume annuo di circa 378.000 m³, realizzato con un investimento di circa 383.000 euro a carico della tariffa idrica. L’Autorità Idrica Toscana ha chiarito che il Comune non possedeva potere di veto sulla collocazione dell’opera, in virtù della natura sovracomunale della gestione delle risorse idriche, pur riconoscendo il rischio per l’ecosistema fluviale.

Parallelamente, il Contratto di Fiume Pesa, che coinvolge oltre 60 soggetti firmatari, ha promosso diversi interventi di rilievo: dalla redazione del Progetto di Paesaggio delle “Valli di Pesa e Virginio”, alla realizzazione del Bilancio idrico modellistico del corpo idrico, fino a opere di protezione dei corsi d’acqua e alla costruzione di soglie a raso per il mantenimento delle portate durante le estati siccitose. In particolare, la grande area di laminazione di Prugnolaia/Ripalta, con un investimento di 2,75 milioni di euro, e le quattro soglie a raso, finanziate con fondi europei per 350.000 euro, rappresentano interventi significativi per la mitigazione del rischio idraulico e la salvaguardia della biodiversità fluviale. Tali opere saranno completate entro l’estate 2027 e interesseranno zone strategiche della bassa valle del Pesa.

La vicenda del nuovo pozzo a Montelupo, pertanto, evidenzia un percorso in cui un iniziale dissenso istituzionale si è trasformato in un’azione coordinata e collettiva per la protezione ambientale, rafforzando la governance partecipativa del Contratto di Fiume e consolidando strategie di gestione sostenibile delle risorse idriche e degli ecosistemi fluviali.

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Last modified: Gennaio 14, 2026
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