Scritto da • 5:53 am• Empoli, Attualità

Energie rinnovabili, la Toscana cambia rotta: «Più potere a Comuni e territori»

Empoli (mercoledì, 30 settembre 2026) — La Toscana prova a cambiare passo sulle energie rinnovabili, puntando su una maggiore presenza del pubblico nella programmazione degli impianti e su un coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali. È la linea illustrata dal presidente della Regione, Eugenio Giani, nel corso della seduta della seconda Commissione consiliare dedicata al quadro normativo che impegnerà il Consiglio regionale nei prossimi mesi.

di Alice Grieco

L’obiettivo dichiarato è conciliare l’accelerazione della transizione energetica con la tutela del paesaggio e delle caratteristiche dei territori, superando un modello nel quale Regioni e Comuni intervengono soltanto dopo la presentazione dei progetti da parte degli operatori privati.

«La Toscana aspira a confermarsi una delle regioni guida per le energie rinnovabili, ma puntando a una transizione integrata e a misura d’uomo e di ambiente», ha spiegato Giani. Secondo il presidente, l’attuale sistema rischia infatti di relegare gli enti pubblici a un ruolo sostanzialmente passivo, chiamandoli a pronunciarsi su progetti già definiti senza un preventivo confronto con il territorio.

La Regione intende quindi favorire un modello fondato sulla co-progettazione tra pubblico e privato. In questa prospettiva rientra anche la possibilità di utilizzare strutture e proprietà delle imprese pubbliche regionali per l’installazione di pannelli fotovoltaici, ampliando così il contributo diretto del sistema pubblico alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il percorso delineato dalla Toscana poggia su tre strumenti tra loro collegati: un atto di pianificazione e due interventi legislativi.

Il primo è il Piano regionale per l’individuazione delle zone di accelerazione, destinato a tradurre sul territorio toscano le disposizioni nazionali relative alla localizzazione degli impianti fotovoltaici.

A questo si aggiunge la disciplina sulle aree idonee, attraverso la quale la Regione punta a individuare, territorio per territorio, le superfici nelle quali la realizzazione degli impianti possa avvenire nel rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici. Secondo quanto illustrato in Commissione, il provvedimento interesserà direttamente 157 Comuni e individuerà complessivamente una superficie utilizzabile corrispondente a circa il 3 per cento del territorio regionale.

Il terzo tassello riguarda invece la semplificazione delle procedure amministrative. L’obiettivo è ridurre i passaggi burocratici, rendere più chiaro il rapporto tra investitori e amministrazioni e, allo stesso tempo, rafforzare gli strumenti di programmazione condivisa.

È proprio su quest’ultimo fronte che la Regione prepara una delle principali novità. Giani ha annunciato la presentazione di un emendamento che concederà ai Comuni tre mesi per predisporre un proprio documento di indirizzo sulle energie rinnovabili.

Uno strumento attraverso il quale sindaci e amministrazioni potranno indicare preventivamente le scelte considerate più coerenti con le caratteristiche e le esigenze dei rispettivi territori, intervenendo quindi nella fase di programmazione e non soltanto al momento della valutazione dei singoli progetti.

La direzione indicata dalla Regione è dunque quella di una transizione energetica che non rinunci alla crescita delle rinnovabili, ma che accompagni lo sviluppo degli impianti con una maggiore capacità di governo pubblico. Non più territori chiamati semplicemente a pronunciarsi su progetti già confezionati, ma Comuni coinvolti nella definizione preventiva delle scelte energetiche e nella ricerca di un equilibrio tra produzione di energia, tutela ambientale e paesaggio.

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Last modified: Settembre 30, 2026
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