Empoli (sabato, 22 agosto 2026) — La Regione Toscana sta sviluppando una proposta normativa organica dedicata alla rigenerazione verde dei centri urbani e degli insediamenti territoriali, con l’obiettivo di definire nuovi indirizzi per la pianificazione urbana in una prospettiva di sostenibilità ambientale e di adattamento ai cambiamenti climatici. Il percorso preparatorio della futura legge regionale prevede il coinvolgimento delle strutture tecniche competenti in materia di urbanistica e sostenibilità e mira a delineare strumenti concreti attraverso i quali incrementare la presenza del verde negli spazi urbani, migliorare la qualità ambientale e ridurre l’esposizione della popolazione agli effetti del riscaldamento climatico.
di Alice Grieco
L’impostazione della proposta normativa considera il verde urbano non più esclusivamente come elemento decorativo o ricreativo, ma come una componente strutturale della pianificazione territoriale e, più specificamente, come una vera e propria infrastruttura climatica. L’incremento della copertura arborea, il recupero della permeabilità dei suoli e la valorizzazione delle aree verdi, infatti, possono contribuire alla mitigazione degli effetti delle elevate temperature, alla riduzione delle cosiddette isole di calore urbane e al miglioramento delle condizioni di vivibilità degli spazi pubblici. Tali interventi dovrebbero essere progettati secondo criteri di replicabilità, verificabilità e continuità gestionale, con particolare attenzione ai territori caratterizzati da una maggiore vulnerabilità ambientale e climatica.
In questa prospettiva, assume particolare rilevanza l’incremento della dotazione arborea all’interno dei centri abitati. La messa a dimora di nuovi alberi, associata alla progressiva sostituzione delle superfici impermeabili laddove ciò risulti tecnicamente possibile, rappresenta infatti una strategia in grado di produrre benefici molteplici. La vegetazione può contribuire alla regolazione del microclima locale, alla produzione di ombra, alla riduzione delle temperature superficiali e al miglioramento della qualità dell’aria. Parallelamente, il recupero della permeabilità del terreno favorisce l’infiltrazione delle precipitazioni e può rafforzare la capacità dei sistemi urbani di gestire gli eventi meteorici intensi.
La strategia regionale prevede inoltre una collaborazione strutturata con il comparto vivaistico toscano, considerato un settore economico e produttivo di particolare rilevanza per il territorio. Il coinvolgimento delle imprese vivaistiche e delle relative associazioni dovrebbe consentire di programmare con maggiore efficacia la disponibilità di materiale vegetale destinato agli interventi di rigenerazione urbana. Particolare attenzione potrebbe essere riservata alla qualità, alla tracciabilità e alla diversificazione delle specie utilizzate, privilegiando quelle autoctone o comunque maggiormente compatibili con le caratteristiche ecologiche dei siti di impianto e con le condizioni climatiche previste per i prossimi decenni. Parallelamente, l’esclusione delle specie invasive costituirebbe un elemento essenziale per evitare effetti negativi sugli equilibri degli ecosistemi locali.
Un ulteriore principio qualificante della futura normativa riguarda la necessità di valutare gli interventi di forestazione e rigenerazione urbana non soltanto sulla base del numero di alberi piantati, ma soprattutto in relazione alla loro capacità di produrre benefici ambientali nel lungo periodo. La qualità della progettazione, la sopravvivenza degli esemplari, lo sviluppo della copertura arborea e la quantità di superficie resa permeabile rappresentano, in questo senso, indicatori maggiormente significativi dell’efficacia delle politiche di rigenerazione verde. La valutazione degli interventi dovrebbe pertanto considerare anche gli effetti prodotti sul microclima, sulla qualità dell’aria e sul benessere psicofisico della popolazione.
La proposta di legge appare orientata, in particolare, lungo tre principali direttrici operative. La prima riguarda la pianificazione e l’incremento della vegetazione urbana, attraverso la predisposizione di un programma straordinario finalizzato ad aumentare la presenza degli alberi nei centri abitati e a rafforzare il ruolo del verde pubblico all’interno dei parchi urbani esistenti e di quelli di nuova realizzazione. La seconda direttrice concerne la progressiva riduzione delle superfici impermeabili, mediante interventi di de-impermeabilizzazione e, quando le condizioni tecniche lo consentano, la loro sostituzione con suoli vegetati oppure con materiali caratterizzati da una maggiore permeabilità e da una minore capacità di accumulare calore. La terza riguarda, infine, il rafforzamento della collaborazione con le filiere produttive locali, attraverso un accordo con il sistema vivaistico regionale volto a favorire la programmazione della domanda, il controllo della qualità, la tracciabilità del materiale vegetale, l’innovazione e la formazione professionale.
La necessità di intervenire sulla struttura verde degli insediamenti urbani è ulteriormente evidenziata dalle proiezioni relative all’evoluzione climatica. Gli scenari disponibili indicano, per l’area fiorentina e rispetto al periodo di riferimento 1981-2010, un incremento della temperatura media annua compreso indicativamente tra 1 e 2 °C entro la metà del secolo. Per la stagione estiva, l’aumento previsto risulta ancora più significativo, collocandosi nell’ordine di 1,2-2,3 °C. A tale evoluzione si associa un probabile incremento delle notti tropicali e della durata dei periodi caratterizzati da temperature elevate, con conseguenze rilevanti soprattutto negli ambienti urbani, nei quali la presenza di superfici artificiali e impermeabili può accentuare il fenomeno dell’accumulo termico.
In tale quadro, il Consorzio LaMMA, organismo pubblico costituito dalla Regione Toscana e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, potrebbe svolgere, insieme alle strutture regionali, alle amministrazioni comunali e agli altri soggetti scientifici e ambientali competenti, un ruolo significativo nella definizione degli scenari climatici di riferimento. Il contributo tecnico-scientifico potrebbe riguardare anche l’individuazione delle aree caratterizzate da una maggiore esposizione ai rischi climatici e il successivo monitoraggio dell’efficacia delle misure adottate.
Nel complesso, l’impostazione della futura disciplina regionale sembra quindi collocare la rigenerazione verde all’interno di una strategia più ampia di trasformazione sostenibile del territorio. L’obiettivo non consiste esclusivamente nell’aumentare la quantità di vegetazione presente nelle città, ma nel costruire sistemi urbani maggiormente resilienti, capaci di rispondere agli effetti del cambiamento climatico e, al contempo, di migliorare le condizioni ambientali e la qualità della vita della popolazione. La pianificazione del verde, la gestione sostenibile del suolo, la scelta delle specie vegetali e il monitoraggio degli effetti prodotti dagli interventi diventano, in questa prospettiva, componenti integrate di una politica territoriale orientata alla resilienza e alla sostenibilità nel lungo periodo.
Last modified: Agosto 22, 2026




