Empoli (giovedì, 1 ottobre 2026) — La Toscana porta a Lineapelle il peso di uno dei suoi comparti produttivi più rappresentativi. Alla manifestazione internazionale dedicata alla filiera della pelle, in corso a Fieramilano Rho, sono infatti 136 le concerie provenienti dal distretto regionale, una presenza che vale oltre la metà dell’intera rappresentanza italiana del settore.
Su 475 aziende conciarie presenti alla fiera, 254 arrivano dall’Italia e, tra queste, più di una su due è toscana. Numeri che confermano la centralità del comprensorio regionale all’interno della filiera nazionale e internazionale della moda, in particolare nei segmenti legati alla calzatura e alla pelletteria di alta gamma.
di Alice Grieco
A visitare gli stand delle imprese toscane è stato anche il sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana Bernard Dika, che ha incontrato imprenditori e operatori per fare il punto sulle prospettive del comparto e sulle difficoltà legate all’attuale fase di mercato.
«Qui si percepisce davvero la qualità straordinaria del Made in Tuscany – ha sottolineato Dika –. Vedere 136 concerie del nostro distretto presenti in una delle più importanti vetrine internazionali del settore racconta meglio di tante parole la forza di questo territorio».
Una forza che, secondo il sottosegretario, non deriva soltanto dalla lunga tradizione conciaria, ma anche dalla capacità delle imprese di rinnovarsi. Ricerca, innovazione, sostenibilità e modernizzazione dei processi produttivi sono diventati elementi centrali per mantenere la competitività sui mercati esteri. «È questa capacità di avere radici profonde e, contemporaneamente, guardare avanti che permette alla Toscana di competere nel mondo», ha aggiunto Dika.
La partecipazione a Lineapelle arriva, tuttavia, in un momento delicato per il sistema moda. Il settore continua a risentire di una congiuntura debole e di una domanda che fatica a tornare sui livelli precedenti. In questo scenario le imprese toscane cercano di rafforzare il proprio posizionamento puntando sulla qualità delle lavorazioni, sulla tracciabilità della filiera, sulla ricerca di nuovi materiali e su processi produttivi sempre più sostenibili.
È proprio sul rapporto tra competitività e sostegno pubblico che si è concentrato il confronto tra il rappresentante della Regione e gli operatori presenti in fiera. «Quando il mercato è più difficile, le istituzioni devono essere ancora più presenti – ha spiegato Dika –. Non con dichiarazioni di principio, ma con scelte concrete».
Negli ultimi anni, ha ricordato il sottosegretario, la Regione ha affiancato il distretto attraverso interventi rivolti alla ricerca, all’innovazione e alla formazione, oltre al sostegno agli investimenti nelle infrastrutture ambientali, nella depurazione e nel recupero dell’acqua. Una strategia che, secondo Dika, dovrà proseguire partendo dalle esigenze delle aziende e dalla necessità di preservarne la capacità di competere sui mercati internazionali.
Il cuore della produzione conciaria toscana resta concentrato nel comprensorio che comprende Santa Croce sull’Arno, Fucecchio, Castelfranco di Sotto e San Miniato. Un sistema produttivo fortemente legato al territorio, nel quale convivono diverse specializzazioni: dalle pelli destinate alla calzatura e alla pelletteria di fascia alta alla concia al vegetale, fino alla produzione di cuoio da suola.
Una filiera che non rappresenta soltanto un patrimonio industriale, ma anche un importante bacino di occupazione e competenze. «Dietro ogni azienda che incontriamo qui ci sono lavoratori, famiglie, competenze costruite in generazioni e intere comunità – ha concluso Dika –. Quando una conceria toscana conquista un nuovo cliente nel mondo, quel risultato torna a casa nostra: significa lavoro, ricchezza e futuro per la Toscana».
Da qui il valore, anche istituzionale, della presenza a Milano. «Essere qui oggi non è una passerella – ha concluso il sottosegretario –: significa stare accanto a un pezzo fondamentale della nostra economia e lavorare perché possa continuare a innovare, produrre ed esportare nel mondo».
Last modified: Ottobre 1, 2026




