Firenze (mercoledì, 2 luglio 2025) — In due aziende situate rispettivamente nell’Empolese e nella piana fiorentina, operanti nei settori della confezione tessile e della produzione di componenti metallici per accessori d’abbigliamento, sono emerse gravi violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Le irregolarità sono state rilevate nel corso di una serie di ispezioni condotte dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Firenze, nell’ambito di controlli estesi a tutta l’area metropolitana.
di Alice Grieco
Le verifiche hanno portato alla scoperta della manomissione dei dispositivi di sicurezza installati sui macchinari, con la finalità di velocizzare i processi produttivi. In particolare, sono stati rimossi i salvadita dalle macchine cucitrici e i dispositivi antischeggia dai trapani a colonna, compromettendo la tutela dei lavoratori esposti a rischi meccanici diretti.
“In una delle due aziende – si legge in una nota ufficiale dei Carabinieri del NIL – sono risultate assenti le protezioni salva-dito installate sulle cucitrici industriali. Nell’altra, mancavano i sistemi di contenimento delle schegge prodotte durante l’uso del trapano a colonna”.
Oltre alla violazione delle norme di sicurezza antinfortunistica, sono state accertate ulteriori criticità: nella ditta situata nell’Empolese sono state riscontrate gravi carenze igienico-sanitarie nei locali adibiti a cucina e servizi igienici, mentre nell’impresa dell’hinterland fiorentino è risultata assenza della valutazione dei rischi aziendali, oltre alla mancata formazione di un lavoratore.
A seguito delle irregolarità, i Carabinieri hanno disposto il divieto d’uso immediato delle attrezzature manomesse, emettendo apposite prescrizioni con termini per la regolarizzazione delle condizioni lavorative. Entrambe le aziende risultano gestite da persone di origine straniera, una di nazionalità cinese e l’altra bengalese.
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