Montaione – Si accende il dibattito sul tema degli accorpamenti scolastici in Toscana. Il sindaco di Montaione, Paolo Pomponi, ha inviato una lettera ufficiale alla sindaca della Città Metropolitana di Firenze, Sara Funaro, chiedendo un’analisi attenta e condivisa delle conseguenze che le decisioni in materia potrebbero avere sul territorio metropolitano e, in particolare, sulle comunità più periferiche.
di Alice Grieco
Nel testo, Pomponi sottolinea l’urgenza di salvaguardare la qualità dell’offerta formativa, la continuità educativa e il diritto allo studio di studenti e famiglie, ponendo l’accento sul rischio che scelte non equilibrate possano penalizzare le scuole dei piccoli comuni a vantaggio di quelle del capoluogo.
Il primo cittadino non risparmia critiche alla gestione della Regione Toscana, definendola “disastrosa” e “grottesca” per la doppia delibera di Giunta regionale approvata a distanza di un mese, tra settembre e ottobre.
Pomponi ricorda come il contenzioso aperto dalla Regione davanti alla Corte Costituzionale rappresenti un nodo centrale, ma evidenzia anche che, in attesa del pronunciamento, la Città Metropolitana sarà chiamata ad assumersi la responsabilità di decidere quali istituti accorpare entro il 18 novembre, applicando eventualmente criteri aggiuntivi a quelli già fissati a livello regionale.
“Ancora una volta – scrive il sindaco – si scarica sulle amministrazioni metropolitane e provinciali il compito, o meglio la responsabilità, di compiere scelte che hanno un impatto diretto e profondo sulla vita delle comunità locali”.
Pomponi richiama poi l’attenzione sull’allegato “B” della delibera regionale n. 1553 del 27 ottobre 2025, che individua il liceo Michelangiolo di Firenze come il primo istituto “accorpabile” nel territorio metropolitano, in quanto al di sotto della soglia minima di 600 iscritti prevista dalla normativa.
Il liceo fiorentino conta infatti 587 studenti, mentre l’istituto comprensivo di Montaione e Gambassi Terme — posizionato al terzultimo posto nella stessa graduatoria — ne conta 622.
Secondo il sindaco, tuttavia, “si sta assistendo a un tentativo di difendere l’autonomia del Michelangiolo attraverso criteri arbitrari, come la storicità o il prestigio culturale, che rischiano di trasformarsi in giustificazioni di parte e discriminatorie verso le realtà periferiche”.
Pomponi esprime con fermezza il disagio delle comunità dell’entroterra:
“Capisco la posizione della dirigente del Michelangiolo, ma probabilmente non sa neppure dove si trovino Montaione e Gambassi Terme. Siamo visti come piccoli punti sulla mappa, ma anche noi abbiamo una storia, un’identità e una funzione educativa di pari dignità rispetto alle scuole cittadine”.
Il sindaco chiede a Funaro di agire come rappresentante dell’intera Città Metropolitana, e non soltanto come sindaca di Firenze, assumendo una posizione “chiara e neutrale” in difesa dell’equità territoriale.
Pomponi mette in guardia dal rischio di “salvataggi arbitrari e inaccettabili”, come già avvenuto, a suo dire, in precedenti occasioni, citando il caso del liceo Galileo.
“Non accetteremo – prosegue – l’introduzione di criteri aggiuntivi decisi unilateralmente e senza un confronto con tutti i comuni metropolitani. Se dovesse accadere, siamo pronti a intraprendere tutte le azioni legali possibili per difendere i diritti delle nostre scuole e delle nostre famiglie. Anche noi facciamo parte della Città Metropolitana, con la stessa dignità e gli stessi doveri di Firenze”.
Il caso Montaione riporta al centro del dibattito toscano una questione di fondo: come conciliare l’esigenza di razionalizzazione della rete scolastica con la tutela delle comunità minori, spesso penalizzate da criteri puramente numerici.
La lettera del sindaco Pomponi, oltre a denunciare la disparità di trattamento percepita, diventa così un appello politico e istituzionale per una visione metropolitana davvero inclusiva, capace di riconoscere valore e pari opportunità a ogni territorio, dal centro di Firenze ai suoi comuni più periferici.





