Buti (giovedì, 10 settembre 2026) — Il divieto di avvicinamento disposto dall’Autorità giudiziaria non si è rivelato sufficiente a impedire le reiterate condotte poste in essere da un uomo di 51 anni, già sottoposto a una misura cautelare accompagnata dall’utilizzo del braccialetto elettronico, finalizzata a impedirgli di avvicinarsi alla moglie e al figlio minorenne. A seguito delle ripetute violazioni delle prescrizioni imposte, nei suoi confronti è stata disposta la custodia cautelare in carcere.
di Alice Grieco
Nel pomeriggio del 27 agosto, i Carabinieri della Stazione di Buti hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il giorno precedente dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pisa. Il provvedimento è stato adottato nell’ambito di un procedimento penale relativo all’ipotesi di maltrattamenti contro familiari o conviventi.
La misura precedentemente applicata prevedeva per l’indagato l’obbligo di mantenere una distanza minima di mille metri dalla moglie e dal figlio, nonché dalle rispettive abitazioni e dai luoghi abitualmente frequentati dagli stessi. Tra questi rientravano, in particolare, il luogo di lavoro della donna e l’istituto scolastico frequentato dal minore.
Le reiterate violazioni delle prescrizioni cautelari hanno pertanto determinato un aggravamento della misura, con il conseguente trasferimento dell’uomo in carcere, in applicazione del provvedimento emesso dall’Autorità giudiziaria competente.
Last modified: Settembre 10, 2026




