Fucecchio (martedì, 13 ottobre 2026) – Educazione, cura, ascolto e centralità delle relazioni umane. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro ospitato all’Auditorium “La Tinaia” di Fucecchio per la presentazione del volume “Movimento Shalom: pedagogia e psicologia di un umanesimo della relazione”, iniziativa promossa con il coinvolgimento del Movimento Shalom e del Comune di Fucecchio.
di Alice Grieco
Il libro prende le mosse dall’esperienza maturata negli anni dal Movimento Shalom, realtà impegnata nei campi dell’educazione, della solidarietà, della cooperazione e della promozione della pace. Attraverso una lettura pedagogica e psicologica, il volume approfondisce in particolare il ruolo della relazione nei processi educativi e nella costruzione di comunità capaci di mettere al centro la persona.
Ad aprire la mattinata sono stati i saluti della sindaca di Fucecchio, Emma Donnini, e del presidente del Movimento Shalom, Vieri Martini. Entrambi hanno richiamato l’importanza di favorire una diffusione ampia del volume, anche nei contesti istituzionali e dirigenziali, indicandolo come una possibile guida alla costruzione di un “umanesimo della relazione”.
Numerosi gli interventi che si sono susseguiti nel corso dell’incontro, con contributi provenienti dal mondo della scuola, dell’educazione, della cultura e della medicina.
Don Andrea Pio Cristiani, fondatore del Movimento Shalom, è intervenuto sul tema “Prima di tutto educare”, mentre la dirigente scolastica Angela Surace ha proposto una riflessione sulla necessità di “Tornare all’empatia”. Alla dirigente scolastica Filomena Palmesano è stato affidato l’intervento “L’umano al centro dell’educazione: persona, relazione e futuro”, mentre Maria Grazia Lazzeri, anche lei dirigente scolastica, ha affrontato il tema della scuola intesa come comunità educante e del valore assunto dalle relazioni all’interno del percorso formativo.
Lo sguardo si è poi spostato sul mondo della medicina con l’intervento del medico anestesista Andrea Sansevero, dedicato alla cura e alla sua radice educativa. Esperienze e prospettive differenti, dunque, ma unite da un interrogativo comune: quale ruolo può assumere la relazione nella formazione della persona e, più in generale, nella costruzione della vita sociale?
A concludere la presentazione è stata Chiara Boddi, educatrice e autrice del volume, che ha ripercorso le ragioni e il percorso che hanno portato alla nascita del libro.
«Sono profondamente soddisfatta e felice per questa presentazione – ha spiegato Boddi –. È stato emozionante vedere riunite, attorno al libro e al tema dell’educazione, tante persone con esperienze e professionalità diverse. Questo volume nasce dal desiderio di raccontare e approfondire una realtà che considero prima di tutto una grande esperienza educativa e umana».
L’autrice ha quindi posto l’accento sulla dimensione della relazione come elemento centrale dell’esperienza educativa: «Scrivere questo libro ha significato per me fermarmi a riflettere sul valore della relazione, sulla responsabilità educativa e sulla possibilità concreta di costruire comunità capaci di prendersi cura delle persone. L’educazione non può essere considerata soltanto trasmissione di conoscenze: è incontro, ascolto, presenza, responsabilità e capacità di riconoscere l’altro».
La presentazione di Fucecchio rappresenta così una nuova tappa del percorso professionale e personale dell’autrice, legato sia al lavoro educativo quotidiano sia all’esperienza maturata all’interno del Movimento Shalom.
Il volume si rivolge in particolare a insegnanti, educatori, genitori e studenti, ma più in generale a chi opera nei contesti nei quali educazione e relazioni assumono un ruolo determinante. L’obiettivo è offrire strumenti di riflessione sul significato dell’educare e sulla responsabilità che accompagna la costruzione dei rapporti umani.
L’appuntamento alla Tinaia si è trasformato così in un momento di confronto attorno a una questione che attraversa scuola, famiglia e società: quale comunità può nascere da un modello educativo che rimette al centro la persona?
È da questa domanda che prende le mosse il lavoro di Chiara Boddi, utilizzando l’esperienza concreta del Movimento Shalom come punto di osservazione per interrogarsi sul rapporto tra educazione, cura, responsabilità e pace.
Last modified: Ottobre 13, 2026




