Gambassi Terme (lunedì, 28 luglio 2025) — Nel 2023, la Toscana ha compiuto un ulteriore passo avanti nella gestione sostenibile dei rifiuti, confermandosi tra le regioni italiane più impegnate nel promuovere un’economia circolare. I dati regionali diffusi evidenziano che ben 169 amministrazioni comunali hanno oltrepassato il traguardo del 65% di raccolta differenziata, segnando un incremento di otto comuni rispetto all’anno precedente. Un risultato significativo che coinvolge oltre il 63% della popolazione regionale, testimoniando un crescente radicamento delle buone pratiche ambientali.
di Alice Grieco
Nel dettaglio, la percentuale media regionale di raccolta differenziata ha raggiunto il 66,64%, con un aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al 2022. Parallelamente, la produzione totale di rifiuti urbani ha registrato una flessione dell’1%, attestandosi su 2,15 milioni di tonnellate. Anche il dato pro capite ha subito un leggero calo, passando da 593 a 587 kg per abitante. Particolarmente positivo è il dato relativo alla diminuzione dei rifiuti non differenziati, che si è ridotto di quasi 23.000 tonnellate rispetto all’anno precedente.
“La gestione dei rifiuti rappresenta un elemento strategico della transizione ecologica”, ha dichiarato il presidente della Regione, Eugenio Giani, evidenziando come l’impegno congiunto di amministrazioni locali e cittadini stia contribuendo a rendere sempre più virtuoso l’intero sistema territoriale. “Rendere il rifiuto una risorsa, attraverso la differenziata, è una sfida che stiamo vincendo. I numeri ci dicono che stiamo andando nella direzione giusta”.
Tra le province toscane, Lucca si conferma la più performante, con una quota di raccolta differenziata pari al 77,48%, in linea con il 2022. La seguono Prato (71%), Massa Carrara (69,81%, in aumento di 2,4 punti), Pisa (69,40%), Firenze (68,11%) e Siena (63,39%). Più staccate ma in crescita anche Pistoia (63,21%), Livorno (61,10%), Grosseto(59,43%) e Arezzo (56,52%).
A livello di ambiti territoriali ottimali (ATO), il miglioramento più marcato si registra nell’area di Ato Toscana Sud, che ha superato la soglia del 58%, con un incremento di tre punti percentuali. L’Ato Toscana Costa ha superato il 71%, mentre Ato Toscana Centro si attesta poco sotto il 68%, registrando un leggero calo rispetto al 2022.
Un dato particolarmente incoraggiante riguarda il numero dei cosiddetti “comuni ricicloni”, ovvero quelli che hanno raggiunto e superato l’80% di raccolta differenziata. Nel 2023 sono 44, distribuiti in modo omogeneo su tutto il territorio regionale.
In cima alla classifica si colloca Gambassi Terme (FI), con l’88,32%, seguita da Capraia e Limite (FI) con l’87,73% e Montecarlo (LU) con l’87,41%. Altri centri altamente virtuosi includono Montelupo Fiorentino, Capannori, Calcinaia, Cerreto Guidi, Fucecchio, Lamporecchio, Certaldo e Vinci, tutti con percentuali superiori all’85%.
Comuni come Scandicci, Pietrasanta, Lucca, Cascina, Empoli, Barberino Tavarnelle, e molti altri si sono affermati come esempi concreti di buona amministrazione e partecipazione civica nel campo della sostenibilità ambientale.
A sottolineare l’importanza di questo trend è anche Monia Monni, assessora regionale all’ambiente, che ha evidenziato come i risultati siano il frutto di una strategia integrata tra istituzioni, cittadini e gestori pubblici. “La Toscana ha imboccato con decisione la strada dell’economia circolare, e i numeri ne sono la prova. Ringrazio in particolare i cittadini per il loro senso civico e l’Agenzia Regionale Recupero Risorse per il lavoro di analisi e supporto tecnico al sistema”.
Monni ha inoltre anticipato che nei prossimi mesi verrà approvato il nuovo Piano dell’Economia Circolare, uno strumento cardine per consolidare e rafforzare ulteriormente le politiche ambientali della regione. “Dobbiamo accompagnare l’impegno collettivo con strumenti normativi e tecnici all’altezza delle sfide ambientali contemporanee”, ha dichiarato.
Tag: comuni ricicloni, differenziata Last modified: Luglio 28, 2025




