Scritto da 8:23 am Empoli, Attualità

Revisione dei criteri zonali di accesso ai servizi educativi per la prima infanzia nell’Empolese Valdelsa: principi, obiettivi e innovazioni per l’anno educativo 2026/2027

Empoli (domenica, 18 gennaio 2026) — Nei comuni dell’area dell’Empolese Valdelsa è stata formalmente approvata la nuova articolazione dei Criteri Zonali per l’ammissione ai servizi educativi per la prima infanzia, elaborata dalla Conferenza Zonale per l’Educazione e l’Istruzione. Tali criteri troveranno applicazione a partire dall’anno educativo 2026/2027 e costituiranno il riferimento unitario per la definizione delle graduatorie di accesso ai nidi d’infanzia comunali.

di Alice Grieco

L’intervento normativo si inserisce in un percorso di aggiornamento di un quadro regolativo condiviso tra gli undici Comuni dell’Unione Empolese Valdelsa, originariamente adottato nel 2014 e successivamente oggetto di parziali revisioni nel 2023. La revisione più recente è stata avviata dal Tavolo Zerosei nel dicembre 2024 e si è conclusa nel novembre 2025, al termine di un processo strutturato di confronto tecnico e politico articolato in sette sessioni di lavoro. Tale percorso ha avuto come finalità il rafforzamento della coerenza del sistema, il miglioramento della qualità dell’offerta educativa e la promozione di criteri di equità nell’accesso, alla luce delle trasformazioni sociali, economiche e demografiche che caratterizzano il territorio.

I nuovi criteri introducono un sistema di punteggi maggiormente selettivo e verificabile, orientato da un chiaro indirizzo politico-amministrativo che privilegia l’inclusione e il riconoscimento delle situazioni di fragilità certificate. Parallelamente, viene attribuita una maggiore rilevanza ai carichi effettivi di cura e alle condizioni lavorative dei genitori, riconoscendo l’impatto che tali fattori esercitano sui processi di conciliazione tra vita familiare e attività professionale.

In particolare, il nuovo impianto conferma e rafforza le precedenze attribuite ai minori con disabilità o con problematiche di sviluppo certificate, nonché ai nuclei familiari caratterizzati da gravi difficoltà socio-culturali, sulla base di adeguata documentazione. Viene inoltre ridefinita in modo più coerente e oggettivo la valutazione delle condizioni familiari, con una puntuale esplicitazione delle situazioni di genitore unico o di assenza di responsabilità genitoriale, che mantengono un ruolo rilevante nella determinazione del punteggio.

Un’attenzione specifica è riservata alla dimensione della conciliazione vita-lavoro: il sistema di graduatoria valorizza in maniera più chiara la condizione occupazionale dei genitori, la distanza tra luogo di residenza e sede lavorativa — con una rimodulazione delle fasce intermedie — e le caratteristiche dell’orario di lavoro, includendo per la prima volta il riconoscimento dell’orario unico. Contestualmente, viene ridimensionato il peso attribuito alla disponibilità dei nonni, sia in termini di età sia di prossimità territoriale, introducendo un limite massimo al punteggio assegnabile, al fine di evitare che l’accesso ai servizi educativi sia eccessivamente subordinato alla rete familiare allargata piuttosto che ai bisogni primari del nucleo.

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Last modified: Gennaio 18, 2026
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